Come creare un signature cocktail: consigli

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A casa, al bar o per una competizione: qualunque sia l’occasione per creare un vostro cocktail personale è bene tenere conto di specifici elementi

Profilo sensoriale:

La prima cosa sulla quale bisogna concentrarsi è il gusto che vogliamo dare al nostro cocktail. Non possiamo scegliere gli ingredienti e bilanciarli se non abbiamo già chiaro a quale profilo gustativo miriamo. Sour, dolce, fruttato, secco o anche salato, quello vi pare, ma è necessario sapere dove volete andare.

Nel caso in cui il cocktail debba essere creato per una competizione, innanzitutto è necessario leggere bene il regolamento e tenere conto delle tematiche richieste e di tutte le altre caratteristiche di cui la giuria terrà conto. Durante le gare, inoltre, normalmente si ha l’obbligo di utilizzare uno o più determinati prodotti, di conseguenza per decidere il profilo sensoriale è necessario prima studiare e fare propri i sapori e gli aromi del prodotto poiché dovrà essere valorizzato all’interno della composizione.

Gusto, bilanciamento, profumo, aspetto: nulla va lasciato al caso, nemmeno la decorazione

Ispirazioni:

Quando si decide il gusto che si vuole ottenere è possibile anche capire se sia meglio inventare ex novo o indirizzarsi verso un twist su cocktail già conosciuti. Un distillato come il gin, con il quale esistono già innumerevoli drink, si presta facilmente al twist sul classico, ma attenzione a non essere banali e scontati se dovete partecipare a una competizione. A casa o nel bar invece decidere di giocare sull’estrema semplicità cambiando solamente un garnish o un piccolo ingrediente di un cocktail classico è spesso un’idea vincente.

Sbronzo di Riace – signature cocktail by Paolo Cesino

Scelta degli ingredienti e bilanciamento:

Solo una volta che si ha ben chiara la direzione gustativa è possibile scegliere gli ingredienti più adatti. Essi devono essere selezionati tenendo conto del giusto bilanciamento del cocktail. Per esempio se si vuole fare un cocktail dolce, potrebbe essere necessario aggiungere un elemento citrico per equilibrare la dolcezza degli altri ingredienti.

Chi è particolarmente fantasioso e intraprendente può anche creare ingredienti home made come sciroppi, spray profumati, riduzioni, infusioni eccetera che permettano di raggiungere al meglio gli obiettivi, cioè quello gustativo e quello di bilanciamento.

Quando si ha a che fare con il gin, poi, è necessario tenere conto delle sue botaniche e dei suoi aromi: tutti i gin sono diversi, anche di molto, fra loro. Non è possibile dire semplicemente “nel mio cocktail ci va il gin”, ma bisogna scegliere con cura il gin giusto. Essendo così tanti i gin non è facile destreggiarsi in questo ampio mondo, ma noi speriamo che le schede tecniche della nostra Enciclopedia del Gin possano esservi di aiuto.

Se il cocktail deve essere creato per una gara, ovviamente, uno o più ingredienti saranno obbligatori, così come la loro quantità minima da utilizzare, quindi è fondamentale basarsi sul profilo di degustazione di questi prodotti per un bilanciamento corretto.

Elixir by Lucas Kelm, vincitore Dol Gin Cocktail Competition 2019

Prove ed errori:

Probabilmente il primo tentativo non raggiungerà esattamente gli obiettivi prefissati, ma l’importante è non demordere. A forza di prove ed errori riuscirete a creare il vostro signature cocktail. Potrebbe essere necessario cambiare le quantità utilizzate inizialmente oppure sostituire uno degli ingredienti inizialmente selezionato con un altro. Non è mai una cattiva idea farsi aiutare dagli amici o dai propri clienti, facendo assaggiare loro il cocktail e raccogliendo commenti e impressioni di altri.

 

Aspetto:

Magari per il cocktail che ci vogliamo preparare a casa non riteniamo necessario tenere conto anche dell’aspetto, ma se dobbiamo proporlo ai nostri clienti o a una competizione è assolutamente fondamentale. Ricordiamo che un drink, così come un piatto, prima lo vediamo con gli occhi, poi ne sentiamo il profumo e solo alla fine lo assaggiamo e i primi due elementi influiscono tantissimo sull’approccio che avremo verso il cocktail nel momento della degustazione. In certi casi può essere necessario aggiungere un elemento che dia colore alla composizione, oppure che vi aggiunga un profumo specifico. Il nostro consiglio è però di non esagerare con i garnish, ma soprattutto di sceglierli in base a motivazioni che non siano solamente visive: devono avere un senso all’interno del cocktail ed è preferibile che siano edibili. All’interno del bicchiere, di lato, sul bordo, che siano fiori, frutti, erbe o spezie, polveri o crustas, devono arricchire il cocktail ed essere coerenti con i significati oltre che con i sapori, i profumi e l’aspetto che vogliamo dare al drink. A questo punto è chiaro che anche l scelta del bicchiere deve andare in questa stessa direzione,

 

Buon lavoro e mandateci le ricette dei vostri signature cocktail! Scrivete a redazione@ilgin.it

Pink Dream – signature G&T by ilGin.it per Gin Agricolo Evra – principio di assonanza

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