CR42 Falco Gin: dalla più antica distilleria artigianale italiana un gin da prendere “al volo”

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CR42 Falco Gin

Dall’antica Distilleria Fratelli Brunello nasce un gin veneto dagli aromi unici: CR42 Falco Gin, distillato artigianale con una grande storia alle spalle

Vi presentiamo CR42 Falco Gin, il nuovo delizioso gin della storica Distilleria Fratelli Brunello. Un cold compound veneto per provenienza e per botaniche dal gusto unico e morbido. Note di limone e di ginepro si accompagnano a una sensazione dolce e vellutata, mentre al naso è quasi erbaceo. Inoltre dragoncello, alloro e mirto gli conferiscono un particolare colore verdognolo che rende il gin subito riconoscibile anche nel bicchiere. Abbiamo chiesto a Paolo Brunello di raccontarci la storia della sua azienda che vanta quasi due secoli e di spiegarci le caratteristiche di questo primo gin della distilleria, dedicato al padre, Giandomenico Brunello, che ha solcato i cieli d’Europa con il suo biplano Fiat CR42 Falco durante la Seconda Guerra Mondiale. Enjoy and God Save the Gin!

“Il concetto di rispetto è, insieme alla dedizione per il lavoro, ciò che anima la Distilleria.”

Distilleria Fratelli Brunello ha una lunga storia, correlata anche all’idea alla base del gin CR42 Falco; ce la racconti?

L’azienda nasce 179 anni fa, nel 1840, ed è la più antica distilleria artigianale d’Italia. La storia comincia con un signorotto di campagna, Bortolo Lotto, che nel paese di Montegalda possedeva una “caldaia”, detta bruso, un frantoio e una macina per zolfo con i quali produceva olio, vini e acquavite. Ma è una donna che, con grande spirito imprenditoriale, fondò la distilleria. Infatti il figlio del signorotto, Pietro Pinaldo, sposò Maria Stella Marzari nel 1902, ma morì due anni dopo e la vedova ereditò bruso, frantoio e tutto il resto. Tra le prime donne a produrre grappa, mise a frutto quanto imparato dal suocero e cominciò a lavorare in prima persona con l’alambicco. La lungimirante Maria si occupò anche dello sviluppo del brand, creando un’immagine e un’etichetta specifica per l’acquavite di vinaccia (così si chiamava all’epoca, poiché la denominazione specifica di grappa è stata riconosciuta solo nel 1976 in Italia).

Maria Stella Marzari

Nel 1908 Maria si risposò con Giovanni Brunello ed ebbero sette figli di cui due maschi, Antonio e Giandomenico. Durante la Seconda Guerra Mondiale mio padre, Giandomenico, fu Sergente Maggiore Pilota arruolato nel 50° Stormo Caccia, mentre mio zio Antonio fu tenente nel Genio Comunicazione di stanza nel Sud d’Italia. Finita la Guerra tornarono al lavoro in distilleria ed è a loro che si deve il nome dell’azienda Fratelli Brunello, introdotto nel 1951, poiché prima essa era intitolata a Maria Stella Marzari.

Alla fine degli anni ‘80 l’azienda passò in mano a me (Paolo), a mio fratello Giovanni e a mio cugino Stefano. Quest’ultimo è il tecnico di Distillazione, mentre io mi occupo dell’area commerciale e Giovanni di quella amministrativa. Tra gli anni ‘80 e ‘90 il Consorzio del Brunello di Montalcino tentò di farci cambiare il nome dell’azienda, ma essendo il nostro cognome non eravamo tenuti a farlo, però abbiamo comunque raggiunto un compromesso aggiungendo “Distilleria” prima di “Fratelli Brunello”. Noi rappresentiamo la quarta generazione nell’impresa di famiglia e ora comincia ad operare anche la quinta generazione poiché mio figlio Enrico ha iniziato a lavorare con noi. Poi ci sono Matteo e Riccardo, i miei nipoti, e Angela, la mia secondogenita, che sta ancora studiando è che è la prima donna con cognome Brunello dopo 78 anni.

CR42 Falco Gin

La famiglia Brunello oggi

Quando avete avuto l’idea di diversificare la produzione e aggiungere anche il gin al vostro portfolio?

Già negli anni ‘80 iniziammo a diversificare la proposta distillando vitigni particolari autoctoni provenienti da diversi territori d’Italia. Poi, con l’arrivo delle nuove generazioni, i figli hanno voluto che facessimo qualcosa di nuovo e così è nato prima l’Aperitivo, poi il Bitter e infine il Gin. Del resto facevamo già altri prodotti, tra cui gin, per conto terzi e avevamo dunque acquisito il giusto know how per creare i nostri. Il Gin CR42 Falco è il nostro prodotto più recente e da un po’ avevamo questa idea in ebollizione, ma è solo grazie alla collaborazione con Marco Bordin – con cui abbiamo sviluppato i suoi gin Sherlock e Puppy – che abbiamo realizzato il nostro ultimo progetto.

CR42 Falco Gin

Come è nata l’idea di dedicare il Gin CR42 Falco a Giandomenico Brunello?

Abbiamo fatto un brainstorming per decidere cosa volevamo raccontare con il nostro gin e abbiamo subito pensato a Giandomenico che è stato un vero temerario. La nonna raccontava dei suoi spericolati voli radenti sopra la casa durante la Guerra per lanciare beni di vario genere per aiutare la famiglia. Per la sua audacia ha ricevuto anche una medaglia al Valor Militare. Tornato a lavorare in distilleria ha continuato a viaggiare e a cercare ingredienti da riproporre in versione veneta ed è quindi un’idea di base coerente con lo sviluppo di un gin. Lo abbiamo dunque chiamato come il biplano da lui pilotato, il Fiat CR42 Falco e abbiamo ricercato botaniche e metodi di lavorazione che rispecchiassero il nostro motto, le “5 T” dei Fratelli Brunello: Tempo, Territorio, Tradizione, Tipicità, Talento.

Mio papà era un uomo d’altri tempi, ferreo e integerrimo, con questa grande passione per il volo, che lo ha portato ad arruolarsi. Ci sembra bello potergli dedicare un gin come CR42 Falco creato secondo la filosofia dell’azienda di famiglia.

Il biplano Fiat CR42 Falco

In che modo il vostro motto si traduce nella produzione del Gin CR42 Falco?

La tradizione si riflette nel metodo cold compound con cui è prodotto il gin. Per quanto riguarda il Territorio, molte botaniche sono Venete. Il limone proviene dalla nostra regione, dragoncello e alloro crescono spontanei nei nostri campi, mentre il ginepro proviene dall’Altopiano di Asiago dove viene raccolto anche il mirto.

Queste botaniche rendono il gin particolare dal punto di vista visivo, infatti è di colore verde, poiché non viene trattato né filtrato. La nostra filosofia produttiva viene confermata anche dal fatto che il gin distribuito è sempre prodotto di recente, poiché lo lavoriamo in piccole quantità e non in maniera massiva, così che il prodotto sia sempre fresco e fragrante nei suoi aromi. Anche i liquori preferiamo produrli periodicamente in modo che siano sempre freschi. In questo modo si mantengono vivi e vivaci i colori e la fragranza.

Ci sono altri motivi per cui avete scelto la tecnica cold compound?

Lavorando con Marco Bordin ai suoi due gin, Puppy e Sherlock, avevamo già sposato questa tecnica. Non solo rispecchia un modo tradizionale per la creazione di un gin, ma ci permette anche di ottenere un risultato più vicino a quella che era la nostra aspettativa. Infatti in questo modo possiamo riprodurre un gin in modo più analitico, ottenendo profumi e aromi che rispecchiano il gin che vogliamo dal punto di vista organolettico.

CR42 Falco Gin

Consigli CR42 Falco Gin in abbinamento ai cibi?

Sì, lavorando principalmente con le grappe i nostri clienti sono soprattutto nell’ambito della ristorazione e ora ci stiamo avvicinando sempre più anche a quello del bar. Ma abbiamo anche unito le due cose proponendo cocktail in accostamento con alcuni piatti, infatti abbiamo organizzato una cena a base di pesce cucinato con il gin e proposto a tavola assieme al gin stesso miscelato, che si è tenuta presso Macrì Wine & Food a Montegalda. Per esempio abbiamo proposto come aperitivo il cocktail creato da Macrì Plotonic 42 (25 ml Gin CR42 Falco – 25 cl Tonica Plose – scorza limone schiacciata – 3 bacche di ginepro) abbinato a tartellette con gamberi saltati al Gin CR42 Falco e a un carpaccio di pesce spada marinato nello stesso gin. Come dessert invece il cocktail Pink 42 (25 ml CR42 Falco – 25 cl Tonica Aromatizzata Angostura –  3 gocce di angostura) con una Bavarese al Gin CR42 Falco. Nella stessa serata abbiamo degustato insalata di polipo con maionese al Gin Sherlock, baccalà in insalata al gin Puppy e coda di rospo sfumata al Gin CR42 Falco e altri cocktail.

Macrì

Qual è il tuo cocktail preferito?

Beh, io prima bevevo gin solo occasionalmente e ho imparato a conoscerlo meglio grazie al progetto di marco Bordin. Adesso so cosa scegliere e faccio anche attenzione a non cadere nel banale sia quando scelgo un gin sia quando scelgo un cocktail perché i nostri gin hanno caratteristiche organolettiche vivaci, balsamiche, agrumate che non vorrei fossero coperte. Per quanto riguarda i cocktail che mi piacciono di più direi il già menzionato Plotonic 42 e l’Americano 42 sempre creato dallo staff di Macrì (25 ml CR42 Falco – 25 ml BHappy Bitter – 25 ml vermouth cocchi bianco – fetta arancio), ma ce ne sono anche altri. La scelta del cocktail dipende da molti fattori: la compagnia, la stagione, se è un pre o after dinner, cosa ho mangiato o cosa mangerò, la temperatura esterna eccetera. I cocktail che ti ho detto mi piacciono molto, ma in certi casi posso preferire un Gin Tonic con CR42 Falco e una tonica secca oppure un Negroni bianco, infatti mi piace molto con il nostro bitter Brunello, che è bianco, e un vermouth bianco di qualità (noi usiamo per esempio un vermouth friulano della famiglia Santòn). Insomma, ogni momento richiede un cocktail adatto!

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