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I 5 Pink Gin da provare perché diversi da tutti gli altri

Vanessa Piromallo
April 6, 2021

Sapete come nasce il Pink Gin? Quanti gin rosa esistono? E cosa li caratterizza? ma soprattutto, quali scegliere?

La denominazione Pink Gin abbinata ai gin di colore rosa è un’invenzione moderna. Originariamente il Pink Gin era un cocktail che pare sia stato inventato agli inizi del XIX secolo nelle imbarcazioni della British Royal Navy per motivazioni simili a quelle che hanno portato alla creazione del Gin Tonic. Il nome deriva dal fatto che era creato dall’unione di gin e qualche goccia di Angostura Bitter che rende rosato il drink. L’Angostura Bitter fu inventato in Venezuela dal medico Benjamin Siegert nell’800 per curare il mal di stomaco e il nome deriva dalla città di Angostura, oggi chiamata Ciudad de Bolivar. Tramite il fiume Orinoco questa città commerciava con i Caraibi ed è così che l’Angostura Bitter ha raggiunto queste zone dove è diventato di interesse dell’Ammiragliato britannico perché contente chinino e altre erbe già considerate utili per combattere la malaria e altri malesseri che colpivano gli equipaggi. Ed è nelle Isole Cayman che il capitano Jack Bristow ha pensato di mischiare il bitter con la sua razione di gin inventando così il piacevole drink.

Spesso i Pink Gin sono aromatizzati alla fragola o ai frutti di bosco, ma sono molti gli ingredienti che con la loro infusione donano questa colorazione, come rabarbaro rosa etc., anche se alcune volte nei gin vengono semplicemente aggiunti coloranti naturali. Oggi vi proponiamo 5 Pink Gin da provare perché danno una bella panoramica dei molti modi in cui si può interpretare la categoria Pink Gin.

Gin Lane 1751 Victorian Pink Gin

C’è un motivo molto semplice e preciso perché partiamo con questo gin: è realmente ispirato alla nascita del Pink Gin e infatti deve il suo colore rosato all’aggiunta post distillazione di bitter naturali come l’Angostura Bitter. I suoi creatori sono il noto master distiller Charles Maxwell e The Bloomsbury Club, un’associazione che riunisce i più grandi esperti e amanti del gin.

Dimenticate i pink gin fruttati e dolci, perché il bitter dona un gusto appena amaricante e speziato che si unisce a deliziose e rinfrescanti note floreali.

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Edgerton Pink Gin

Questo gin invece prende il colore rosa dall’infusione di melograno. Anche in questo caso l’ispirazione è storica perché il distiller Martin Edgerton Gill si è ispirato al padre che ha combattuto nella Royal Navy durante la Seconda Guerra mondiale e in quegli anni si è innamorato del drink Pink Gin ancora in voga tra i marinai.

Edgerton Pink Gin combina 15 botaniche esotiche e ha un gusto complesso, con aspre note fruttate e un’armonia rara.

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Gin Agricolo Evra

Andiamo ora in Italia con Gin Agricolo, progetto di Franco Cavallero nato dall’esperienza acquisita presso le sue Cantine Sant’Agata. Gin Agricolo Evra è il Gin fruttato fra i tre della gamma (gli altri due sono Gadan e Blagheur) e le sue caratteristiche principali sono date dai lamponi. La nota predominante di questo frutto si sposa perfettamente con il ginepro, mentre le note fresche di menta e cardamomo completano il quadro. Il gusto morbido ed avvolgente dei frutti rossi viene rafforzato dalla vaniglia e dal cacao donando una sensazione esotica.

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Pigskin Pink Gin

Andiamo in Sardegna e questa volta il colore è dato da un ingrediente tipico dell’isola, il mirto. Le note fresche, erbacee e minerali delle botaniche della macchia mediterranea sarda che caratterizzano Pigskin Pink Gin si uniscono a chiari sentori dolciastri esaltati dal profumo di mirto sardo. Il distillato è piacevolmente secco, non dolce, ottimo per la miscelazione. Un equilibrio eccezionale caratterizza i gin di Silvio Carta assieme all’uso esclusivo di botaniche locali, un vero piacere.

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Malfy Gin Rosa

Concludiamo con questo gin perché è uno dei più internazionali, conosciuto nel mondo, e prodotto in Italia. A differenza dei precedenti il suo colore e le sue caratteristiche organolettiche sono date principalmente da un agrume, il pompelmo rosa, e dal rabarbaro, entrambi di origini siciliane. Un gin intenso, molto agrumato, dolce, quasi “succoso”, in grado di farsi apprezzare dai palati non abituati ai gin classici.

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