La storia del gin pt.3: il London Dry, il Proibizionismo e…

Share on Facebook Tweet about this on Twitter Share on Google+ Pin on Pinterest Email this to someone

Pubblicato in

il

Si conclude la nostra storia del gin con l’invenzione dell’alambicco continuo e poi con i ruggenti anni ’20 in America fino alla moderna Gin Craze

Leggi parte 1   Leggi parte 2

 

DALL’OLD TOM AL LONDON DRY

Un’altra rivoluzione fondamentale avviene del 1800. Per evitare gli errori del passato il governo inglese pretende controlli di qualità molto alti sul gin e anche i produttori, visti i prezzi elevati, devono giustificarli mantenendo un alto livello del prodotto. Al gin prodotto con il metodo “Old Tom” i rivenditori aggiungevano lo zucchero per nascondere la sua scarsa qualità, ma grazie all’invenzione del Coffey Still o Alambicco Continuo fu possibile produrre un gin di qualità così elevata che non c’era più bisogno di coprire il suo naturale e ottimo gusto secco.

L’invenzione dell’alambicco continuo ha cambiato per sempre la storia del gin

Nasce così il London Dry, che ben presta diventa il preferito dell’alta società e che corona il suo successo grazie al nuovo interesse per il benessere fisico che si diffonde in Era Vittoriana. Inoltre questo gin è molto più adatto alla miscelazione e trova terreno fertile prima in America e poi anche nel resto d’Europa man mano che prende piede la moda dei drink miscelati, soprattutto durante la Prima Guerra Mondiale. Ricordiamo infatti che è negli anni ‘20 del 1900 che il famoso cocktail Dry Martini spopola in America.

Gin Juggarnath or the Worship of the Great Spirit of the Age, 1835, G Cruikshank

IL PROIBIZIONISMO E I RUGGENTI ANNI ‘20

Il 17 Gennaio 1920, con l’approvazione del Volstead Act, comincia il proibizionismo in America. La fine del gin? Certo che no! Si sa che si desidera ciò che non si può avere e tutti vanno a bere alcol di contrabbando negli speakeasy oppure se lo producono a casa propria. Ed ecco che nasce e si diffonde il Bathtub Gin. Il nome significa “Gin della vasca da bagno” ed è dovuto al fatto che questo miscuglio di alcol industriale, glicerina e olio di ginepro veniva preparato in bottiglie troppo larghe per poter essere riempite utilizzando il lavandino e si preferiva quindi la vasca, nella quale spesso avveniva anche la fermentazione e la distillazione.

Avete presente Il Grande Gatsby di Fitzgerald? Gli anni ‘20 sono famosi anche per gli eccessi della vita mondana e negli ambienti glamour il gin la fa da padrone. Quando a causa del proibizionismo molti bartender americani emigrano in Europa anche il Vecchio Continente si popola di amanti del gin. Alle grandi feste per VIP negli hotel e nei luoghi più chic non può mancare questo distillato! Ma l’apice del suo successo arriva negli anni ‘50-’60 quando il grande schermo mostra attori di Hollywood del calibro di Errol Flynn e Humphrey Bogart mentre tengono in mano il loro Gin Martini.

Club 21, speakeasy di New York aperto nel 1929 e frequentato da Hemingway, Bogart e Sinatra

…E POI?

Abbiamo ripercorso una storia incredibile, che ha come protagonisti re, soldati, ladri e contrabbandieri, gente comune, medici, alchimisti e personaggi dello spettacolo. E poi? Beh, poi lo sappiamo. Dopo gli anni ‘60 il gin è passato di moda ed è stato considerato “old fashioned”, ma non è mai morto. E infatti questi primi anni del XXI secolo lo hanno visto di nuovo protagonista indiscusso, al punto che si parla di una nuova Gin Craze! Quasi ogni giorno nascono nuove distillerie o nuovi gin, le città si popolano di Gin Bar e siamo di nuovo tutti pazzi per il gin!

Gin ovunque, per fortuna! God Save the Gin!

Share on Facebook Tweet about this on Twitter Share on Google+ Pin on Pinterest Email this to someone

Commenti


  1. 17 gennaio 2017 @ 22:20 pasquale

    bell’articolo interessante,complimenti

    Rispondi

Condividi la tua opinione!

La tua email non verrà pubblicata.

© 2015-2018 - ilGin.it Tutti i diritti riservati

dapibus Praesent venenatis, ut amet, massa nec venenatis tristique nunc commodo