Alexandre Gabriel e il Gin Citadelle

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Due chiacchiere con l’uomo che ha fatto incontrare Cognac, Rum e Gin nella Maison Ferrand, la sua distilleria di famiglia: Alexandre Gabriel e Citadelle Gin

Oggi parliamo di rum. E di cognac. E ovviamente anche di gin. No, la vostra Gin Lady non è impazzita, ma ha semplicemente deviato il percorso per un attimo dalla sua passione numero uno, quella per il gin. Salvo non mancare mai l’attinenza con il gin, perché si parla di un personaggio che nasce in una famiglia di distillatori di cognac, si appassiona al rum e a un certo punto della sua vita decide di produrre anche il gin. Lui si chiama Alexandre Gabriel ed è il patron di Maison Ferrand, una delle case di cognac più rinomate, nonché inventore della linea di rum Plantation e del gin Citadelle.

Dalla distillazione all’invecchiamento, l’esperienza di un grande distiller

Trent’anni a distillare, non pochi riconoscimenti e uno stile assolutamente fuori dagli schemi, che parte dalle radici storiche dei prodotti per rivoluzionarli. Abbiamo avuto l’occasione di conoscerlo qualche giorno fa nel corso di Showrum, dove ha tenuto una masterclass sul “wood management”, ovvero su come l’invecchiamento in legno influisca sul prodotto finale di una distillazione.

Alexandre Gabriel

Nel caso del rum, Gabriel ci ha raccontato di aver avuto la sensazione di poter osare con gli invecchiamenti, giocando con il tipo di legno e andando oltre l’uso convenzionale delle ex botti di Bourbon. Poi su antichi testi ha trovato la conferma storica della sua idea e boom: ecco che il suo bouquet di rum sotto il marchio Plantation si è andato sempre più arricchendo. Ci ha detto di double e triple ageing e perfino di quella che lui chiama “dynamic ageing”, ovvero l’invecchiamento prodotto nelle botti dal rollio delle onde nel corso di un mese di navigazione dai Caraibi alla Francia, dove approdano i suoi rum prima di essere commercializzati. Per la cronaca, i suoi prodotti sono distribuiti da Compagnia dei Caraibi.

Gabriel è lo stesso che, alla fine degli anni Ottanta, quindi in tempi non sospetti, ha deciso di approcciarsi anche alla distillazione del gin, ritrovando su antichi testi la storia di Carpeaux e Stival, due intraprendenti imprenditori francesi che nel 1775 aprirono una distilleria con dodici alambicchi a Citadelle di Dunkerque, dopo aver avuto un’autorizzazione da Luigi XVI. Un gin artigianale che durò più o meno vent’anni e che Gabriel ha voluto richiamare esplicitamente battezzandolo Citadelle.

Non solo, ha riportato in vita, unico fra i distillatori di gin, un piccolo alambicco Charantais dalla capacità di 25 ettolitri utilizzato solitamente per la produzione di cognac. Erano quelli in uso alla fine del Settecento e per questo per Gabriel è sembrata la scelta più opportuna per rispettare la memoria del gin di Carpeaux e Stival.

Inoltre voleva lavorare il suo gin proprio nella Maison Ferrand, ma essendo questa geolocalizzata in Cognac, dove per legge si può distillare solo fra marzo e novembre, Gabriel ha dovuto combattere con il governo francese per avere infine l’autorizzazione a distillare il suo gin insieme ai suoi cognac, ma rispettando la medesima limitazione limitazione temporale. Ma a lui non piace semplificarsi la vita, perché va detto anche che l’alambicco Chantarais è a fiamma viva, quindi più pericoloso e difficoltoso da gestire, e ha un ritmo di produzione piuttosto lento se si considera che ci vuole un giorno intero per produrre l’equivalente di un barile di gin.

Ma si è capito che a Gabriel non piacciono le scelte semplici: a Showrum fra le altre cose ci ha raccontato che a Barbados è stato capace di riattivare un alambicco Chamber Steel risalente al principio del Novecento, portando il loco un uomo ormai anziano che fino a qualche decennio prima aveva fatto funzionare quella macchina e che era felicissimo di rivedere la sua “bellezza”. E ancora il capitolo invecchiamento, che può essere applicato anche al gin. Oltre al Citadelle “semplice”, che già è un gin di estrema eleganza, Gabriel ha iniziato a divertirsi anche con l’invecchiamento del distillato al ginepro, sia nel prodotto Reserve che nel suo Old Tom, in cui fra l’altro va ad aggiungere un tocco di zucchero demerara che ricollega il gin direttamente al rum.

Di nuovo torna l’ossessione per la storia, perché quando ha trovato documenti che dimostravano come i contrabbandieri francesi attraversassero la Manica per portare in Inghilterra il gin, che veniva conservato in barili di quercia, Gabriel ha pensato bene di poter rifare la stessa cosa. E non solo, perché dal 2013 è iniziata la produzione con la tecnica di invecchiamento Solera in botti di differente provenienza (America, Pineau de Charentes, Brandy). Nota per chi non sa nulla di rum: Solera è l’equivalente caraibico del millesimato, ovvero vuol dire mescolare annate diverse (e in questo caso anche prodotti diversi, se vengono da diverse botti) per ottenere il mix perfetto.

Off the records, gli abbiamo chiesto brevemente di gin e ci ha detto che sta studiando anche delle botti fatte con legno di ginepro. È un arbusto, quindi non è affatto facile lavorarlo, ma di sicuro ne vedremo presto delle belle.

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