È nata l’associazione Martini&Friends

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Al grido di “Ognuno ha il suo Martini”, presentata l’associazione che riunisce i martiniani, e il The Gin Corner ne è la sede ufficiale

Giovedì è stata presentata l’associazione Martini&Friends, una community pronta a mettere insieme gli amanti di questo cocktail, unico e indimenticabile. Da brava gin lover, la vostra Gin Lady non poteva che far parte del comitato direttivo, nonché del nucleo dei fondatori, insieme ad altri esimi martiniani, come Valerio Berruti, giornalista di Repubblica ed appassionato, che ne è il presidente, ma soprattutto l’eccelso Mauro Lotti, il barman dei barman, che ne è il presidente onorario.

A ognuno il suo Martini!

E poi c’è The Gin Corner, la nostra casa, che ne è la sede ufficiale, dove si terranno gli incontri di questa community di amanti del Martini Dry (il primo con Mauro Lotti già il mese prossimo). Già primo gin bar d’Italia, che si è attestato negli anni come rifugio per gli appassionati, il The Gin Corner diventa così ancora di più un luogo per diffondere la cultura del gin e in particolare del cocktail Dry Martini, la sua storia, i suoi aneddoti e naturalmente i consigli per realizzarlo.

Martini&Friends: comitato direttivo

Insomma, c’è tanto orgoglio, per questa creatura che ha finalmente visto ufficialmente la luce e che muove i primi passi nel mondo della miscelazione, senza contare l’accoglienza generosa di tanti giornalisti (intimamente martiniani) che ne stanno raccontando la nascita, come se fosse un nuovo royal baby.

E come tale, questa nuova creatura comporta anche delle responsabilità: come codificato dallo statuto, il principale scopo dell’associazione è quello di “diffondere la cultura, la storia, lo spirito e la passione del Dry Martini”. Come afferma il presidente Valerio Berruti, “sul Martini si sono consumati fiumi d’inchiostro. Da Hemingway a James Bond, è stato il drink preferito dai numeri uno della finanza, della politica e dell’industria, della letteratura e del teatro e soprattutto del cinema. Una quantità enorme di parole e immagini, di leggende e ritualità che proveremo a raccontare insieme ai grandi barman, gli esperti di settore e le esperienze di tutti noi”.

“È la meraviglia del cocktail Martini che celebriamo oggi”, ha detto Mauro Lotti. “Non è soltanto un cocktail è un punto di riferimento, uno stile di vita”. Per Lotti il segreto dell’immortalità di questo cocktail sta nella mancanza di univocità della ricetta: “I modi di farlo – dice – sono infiniti e ogni Martiniano – dice – pretende che il suo Martini sia il migliore del mondo e finché questo esiste il Martini andrà avanti”.

Mauro Lotti e Barbara Ricci

La ricetta del Martini secondo Mauro Lotti

Cominciamo subito a fare cultura, proponendovi la ricetta del Martini, così come Mauro Lotti ce l’ha insegnata. Per il decano dei barman, il cocktail Martini è un equilibrio fra tre componenti che riassume così: “la forza bruta del gin, la sensitività del vermouth e la sferzante temperatura del ghiaccio”. Per prima cosa, insegna Lotti, di Martini se ne fanno due, “perché quando ne fai uno singolo viene sempre un po’ meno bene di quando ne fai due. È una questione di temperature, del ghiaccio, dei volumi, ma anche perché bersi da solo un Martini, anche se è buono e fa piacere, non è la stessa cosa che berlo in due, perché grazie al Martini si stabilisce una sorta di simpatica complicità”.

La tecnica: “ci assicuriamo che il cosiddetto mixing glass sia ben gelato, girando i cubetti di ghiaccio per alcuni secondi, poi si toglie l’acqua con uno strainer, e si procede a versare una buona quantità di gin, diciamo sei parti per ciascuno, e poi uno spruzzo di vermouth. Ognuno ha il suo quantitativo preferito, diremo soltanto quanto basta. Si fa cantare il ghiaccio, perché l’equilibrio è dato dalla presenza dell’acqua e una volta ben gelato si versa nelle coppette, aiutandosi con il colino”.

La presentazione: “se uno vuole aggiungere un accessorio (un garnish), e anche questo fa parte delle abitudini dei Martiniani, la più semplice è l’oliva, oppure la scorzetta di limone, il cosiddetto lemon twist. Se si sceglie la seconda opzione, si strizza la scorza in modo da far finire la parte degli oli essenziali nel bicchiere e si accarezza il bicchiere una sola volta, se no diventa una limonata”.

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Commenti


  1. 29 ottobre 2018 @ 23:37 stefano

    Come iscriversi?

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