Food pairing, anzi Gin Pairing

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Favorire la cultura del cocktail in abbimento a tutto il pasto, per scalzare la supremazia del vino a favore del gin tonic

Finalmente è arrivata. La tanto attesa Master Class sul Food Pairing ha visto la luce al The Gin Corner. Obiettivo della serata: capire come abbinare il gin a quello che mangiamo. Quale occasione migliore di una serata con il gin più mediterraneo di tutti, Gin Mare, e con l’ambassador di Compagnia dei Caraibi, Francesco Pirineo?

Pirineo è partito raccontandoci la storia e le caratteristiche di questo gin spagnolo, con il mar Mediterraneo che scorre nella linfa delle sue botaniche: le foto della pittoresca chiesetta sconsacrata dove si compie la distillazione, del lavoro certosino degli amanuensi che sbucciano a mano le olive della varietà Arbequina (una specie di taggiasca spagnola, come dimensione e sapore), delle bottiglie in cui vengono lasciate in infusione le singole botaniche. Non può mancare il ginepro – altrimenti non si potrebbe chiamare gin – che viene dalle terre della famiglia Giro, i proprietari di Gin Mare. Ancora dalla Spagna vengono gli agrumi e dalla Catalogna in particolare le olive, poi c’è il basilico che arriva dall’Italia, il timo dalla Grecia e il rosmarino dalla Turchia.

L’occasione più adatta a scoprire il Food Pairing? La master che ha come protagonista Gin Mare!

Food Pairing con Gin Mare

Food Pairing con Gin Mare

Come non immaginare un viaggio in barca, solcando il Mediterraneo, alla ricerca dei profumi di questi paesi? E come non pensare che olive (e relativo olio), basilico, timo, origano, agrumi sono alla base della cucina mediterranea? Ed ecco che il gin tonic diventa in un attimo l’accompagnamento ideale di un pranzo della domenica, di una pizza in compagnia, di un aperitivo con gli amici…

Sappiamo che non è facile far passare il concetto di cocktail in abbinamento al cibo e scalzare la secolare leadership del vino (o tuttalpiù della birra) dalle tavole degli italiani. Tante volte abbiamo organizzato serate con drink list a base di cocktail studiati in abbinamento al buffet e immancabilmente dei clienti chiedevano un bicchiere di vino. Incontri come le Master Class, servono anche per fare cultura: non si può certo dire che sia sbagliato pasteggiare col vino, ma bisogna aprire la mente a mangiare con un cocktail in mano.

Ma cosa vuol dire Food Pairing? Abbinare il cibo a ciò che si beve. E si può fare in due maniere: per concordanza o contrasto. Nel primo caso, in generale, il gin è una delle basi che ci rende più semplice la vita: si legge l’elenco delle botaniche in etichetta e si costruisce il proprio menù a partire da queste ultime. Se si vuole, come nel caso di alcune ricette di qualche post fa, si può mettere anche il gin fra gli ingredienti e il gioco è fatto.

Il contrasto è un concetto più complesso, che richiede maggiore competenza e capacità sia di degustare che di cucinare. Una nozione di base però si può suggerire. Il gin tonic è fatto di gin e tonica, no? E la tonica è una bevanda gassata? Mai sentito un sommelier dire che il perlage (di solito di spumanti o champagne) aiuta a sgrassare la bocca dopo aver mangiato il fritto o un formaggio molto grasso? Ecco, lo stesso concetto vale anche per il gin tonic, le bollicine e la freschezza di questa bevanda contrastano perfettamente con gli alimenti più grassi.

E se poi su internet trovi l’aiuto di un sito come Food Pairing – mi hanno detto che lo usano anche gli chef superstellati per creare abbinamenti originali – che ha analizzato Gin Mare e creato una vera e propria mappa degli abbinamenti… beh, la vita è ancora più facile!

 

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