Il centenario del Negroni

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A Firenze non si parla d’altro: è arrivato il momento di celebrare i cento anni del mitico cocktail “un terzo, un terzo, un terzo” dettato dal conte Camillo a Fosco Scarselli

Cent’anni e non sentirli. Mancano solo pochi mesi e poi potremo dire ufficialmente che sono passati esattamente cento anni da quando il mitico conte Camillo Negroni dettò la ricetta del suo cocktail preferito a Fosco Scarselli: un terzo di vermut, un terzo di gin e un terzo di bitter. In pratica, l’Americano alla maniera del conte Negroni, fin quando non si è cominciato a dire Negroni e basta.

Negroni: il bestseller internazionale del cocktail italiano!

E a quanto pare, negli ultimi anni si dice molto di frequente Negroni, ovvero si ordina molto spesso al bar: secondo una ricerca presentata da Bargiornale a Baritalia, il cocktail del conte è nella top ten dei più venduti in Italia, appena sotto il Mojito ma di gran lunga preferito al Gin Tonic (stendiamo un velo pietoso sul fatto che però il best seller sia lo Spritz, tanto amato dagli stranieri che vengono in Italia e tanto odiato dai bartender).

C’è da dire che però la scelta del 2019 come anno di riferimento per il centenario è al limite della convenzione: un modo che gli storici della miscelazione (Luca Picchi e Stefano Nincevich in primis) si sono dati per mettere un punto sulle diatribe relative alle date. Seguendo i pochi documenti rinvenuti proprio da Picchi, che sul “Negroni Cocktail” ha scritto più di un libro, compreso quello che si chiama proprio così e che è una bibbia per i cultori, possiamo collocare la data di nascita del Negroni fra il 1917 e il 1920. Per farlo bisogna seguire le vicende dei protagonisti della vicenda: fino al 1917 Fosco Scarselli non si trovava a Firenze (poverino, era stato prigioniero di guerra in Germania) e non era al Casoni; nel 1920, senza ombra di dubbio, sappiamo che il conte fosse ghiotto di “Negronis”, perché un suo caro amico, l’antiquario Francis Harper, si raccomandava in una lettera del 13 ottobre 1920 di non berne più di venti al giorno! A discolpa del conte, diciamo che parliamo di drink delle dimensioni di uno shottino, perché all’epoca si beveva in chicchissimi bicchierini da vermouth.
Ecco che, siccome come diciamo spesso la virtù sta sempre nel mezzo, si ritiene che il 2019 possa essere a buon titolo l’anno del centenario, da festeggiare degnamente, specialmente in quella Firenze che ha visto le origini, sia del conte Camillo che del suo omonimo miscelato.
Intanto, per gli amici bartender, la Campari è partita dedicando al centenario del Negroni la Campari Barman Competition. Ci si può iscrivere fino al 13 Novembre, inviando la propria candidatura con ricetta originale al sito dedicato. Naturalmente, il tema è il Negroni e la sfida è fare un twist che risulti buono, ben bilanciato, originale e rispettoso del conte Camillo e dei suoi cent’anni di storia. Che vinca il migliore!

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