Lotti memories: il Martini nella filmografia americana

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Dai film del dopo-proibizionismo alla saga di James Bond, il Martini è sempre stato protagonista nel cinema di Hollywood…

Guardare spezzoni di vecchi film a tema Martini e commentarli con il mitico Mauro Lotti. E tutto questo farlo il giorno di apertura del Festival del Cinema di Roma. È stato proprio il cinema il tema dell’ultimo raduno dei martiniani al The Gin Corner. Per l’occasione il decano dei bartender, che tanti drink ha servito ai grandi di Hollywood, era in grande spolvero e aveva perfino portato una deliziosa “teiera” da Martini risalente agli anni Trenta.

Come si prepara un Martini? “Solo a tempo di walzer”

Ma andiamo con ordine, che per l’occasione è stato un ordire rigorosamente cronologico. Abbiamo iniziato con “L’uomo ombra”, annus domini 1934, ovviamente in bianco e nero. La prima scena vede un probabile cliente che spiega come fare un Martini a una pletora di aspiranti barman. “Solo a tempo di walzer”, dice. E, come spiega Lotti, la scena va contestualizzata: è appena finito il Proibizionismo, che dal 1919 al 1933 ha costretto gli americani a bevute clandestine. È per questo che “L’uomo ombra” è, come dice Lotti, “un vero delirio alcolico”, è il riscatto di una popolazione di bevitori che ha vissuto troppi anni in clandestinità. Anche questa scena si spiega così: i bravi barman erano fuggiti ed erano andati in Europa o in Sudamerica nei grandi alberghi. Negli Stati Uniti erano pochi quelli che sapevano preparare un drink, così quando ci fu il liberi tutti
bisognava reimparare a miscelare e quelli che lo facevano erano spesso degli improvvisati.

Fra le tue braccia

Il film successivo in cui si vedono veri martiniani in azione è del 1946, a guerra appena finita anche se nel film deve ancora cominciare. Si tratta di “Fra le tue braccia” di Lubitsch. L’antefatto è che l’eterno contrasto fra classi sociali viene messo in risalto dall’incontro casuale fra un esule politico e la nipote di un idraulico, nella casa di un gentiluomo londinese che rischia di dover mandare a monte un cocktail party a causa di un lavandino otturato. È qui che vediamo all’opera dal vivo una gemella della bellissima teiera in Sheffield che ha portato Mauro Lotti. Mi ha raccontato di averla acquistata a un’asta tanti anni fa. “Ero giovane e appena ritornato in Italia dopo le mie esperienze all’estero. Peccato che ero squattrinato in quel momento, perché in asta c’era un’intera collezione di shaker antichi e li avrei presi tutti, ma ho potuto permettermi solo questo. Mi sto ancora mangiando le mani”. Quello che ha portato Lotti è particolarmente elegante e capiente: “ci va anche un’intera bottiglia di gin, un tocco di vermouth e ghiaccio e il Martini per tutta la sala è pronto”. E che eleganza, aggiungerei io!

Sabrina

Passo successivo, “Sabrina”, uno di quei meravigliosi film che quando passano in tv non puoi fare a meno di vedere. Anche questo è un amore interclasse, fra il rampollo di una dinastia imprenditoriale e la figlia dell’autista, anzi i rampolli, perché il bello è che Sabrina inizia partendo dal fratello scapestrato per poi far perdere la testa al fratello più assennato. Il regista è Billy Wilder che, a detta di Lotti, è stato un supermartiniano. Cominciava dalle 11 del mattino fino a sera, bevendo decine di drink. “Lui però lo ordinava on the rocks, che è più leggero e spesso ne beveva solo un sorso abbandonando poi i suoi bicchieri di Martini qua e là”. Nel film Wilder si diverte a far preparare un Martini al papà dei due rampolli di cui sopra, che litiga deliziosamente con l’ultima oliva rimasta nel vasetto di vetro cilindrico, alto e stretto. Alla fine, versa il Martini dentro e lo può gustare con la sua oliva, mentre il figlio (quello assennato), più sbrigativo, rompe il vasetto e gli dà l’oliva.

007

Siamo al 1962 e con “Licenza di uccidere” inizia la saga di 007, nata dalla fantasia dello scrittore Ian Fleming, grande bevitore anche lui e che ha letteralmente reso il Martini un personaggio fisso dei suoi libri e di conseguenza nei film. Donne e Martini, fin dal primo film della saga James Bond (il primo, inimitabile, Sean Connery) ordina immancabilmente Martini. Vodka Martini per la precisione, rigorosamente “shaken, not stirred”. E lì inizia il mito, che proseguirà anche con gli altri episodi e gli altri attori che hanno impersonato la spia più famosa di Hollywood. Meno noto, ma altrettanto charmant il Paul Newman di “Intrigo a Stoccolma”, film uscito un anno dopo il primo 007. Con i suoi indimenticabili occhi di ghiaccio Newman afferma: “Mai negare a un uomo il diritto all’incoscienza”. E come dirgli di no.

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