Se il sushi finisce nel bicchiere… di Martini!

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Con la ricetta del suo Sushi Martini, il flair bartender televisivo Bruno Vanzan ha stupito i giudici dei mondiali IBA a Tokyo

Le casalinghe di Voghera lo conoscono perché qualche anno fa mixava cocktail accanto a una Benedetta Parodi che sciorinava ricette nel suo fortunato programma di La7, “I menù di Benedetta”. Oggi Bruno Vanzan ha abbandonato il regno delle “sciure”, ma non la televisione. Infatti conduce un programma sui drink su Sky con Alessandro Borghese, che si chiama “Cocktail House”. Insomma, per chi guarda i programmi di intrattenimento a base cibo e alcol, è praticamente il bartender più famoso d’Italia.

Seguite Cocktail House su Sky? Allora non vi sarà nuovo il nome Bruno Vanzan…

Il Sushi Martini ideato da Bruno Vanzan

Magari potrebbe venire in mente che è uno che gioca molto sul sorriso e meno sulla capacità di mixare, ma ha dimostrato ampiamente che non è così: 37 vittorie internazionali, più di 150 gare disputate in 40 Paesi del mondo e, last but not least, un gran figurone a Tokyo negli ultimi mondiali Iba. È arrivato nei primi sei nel campionato di flair, ha vinto il premio Best Cocktail Prize (miglior drink del mondiale) e il Best Name Cocktail (ispirazione e nome del cocktail). Peccato solo che gareggiasse per la Svizzera – dove ha la residenza – e non per l’Italia, pur essendo un romano adottato da anni da Milano (e successivamente dagli elvetici).

Ma qual è il cocktail che lo ha fatto vincere? E perché ci piace tanto l’idea? Trattasi del suo Sushi Martini, una geniale fusion, come si dice, fra uno dei nostri cocktail preferiti e un cibo orientale che non ci stancheremmo mai di mangiare. D’altra parte, già su queste colonne, avevamo raccontato come il Martini si abbinasse in maniera perfetta alla salinità del pesce. In quell’occasione, si parlò dell’ostrica, ovvero dell’Oyster Martini, dopo aver incontrato il mitico Mauro Lotti nelle nostre masterclass.
Chissà se i giudici si siano fatti attirare da questo omaggio al Giappone… nonostante, a dirla tutta, mi sembrasse un azzardo proporre un drink così evocativo proprio a Tokyo. Dalle nostre parti si dice “rubare a casa del ladro”. Comunque, l’azzardo è riuscito e Vanzan ha fatto un figurone internazionale. Evidentemente il drink merita e l’abbinamento fra gin e wasabi funziona.

Per quanto riguarda l’abbinamento col cibo, ça va sans dire, la morte sua è col sushi. Vanzan propone gli Hosomaki, ovvero i roll più semplici, composti di sola alga nori e ripieno di pesce al centro. La particolare consistenza e il sapore esotico del nori, evidentemente, funziona. Io ho avuto la fortuna di mangiarli anche in Giappone, dove fra l’altro mettono una puntina di wasabi già all’interno, dal momento che i palati giapponesi sono più allenati di noi alla balsamicità e piccantezza di questo condimento. I giapponesi sono convinti che abbia una funzione antibatterica e digestiva, che lo renderebbe indispensabile quando si mangia il pesce crudo.
Beh, magari non mi fiderei delle doti taumaturgiche del wasabi, preferendo il più sicuro abbattimento termico e ristoranti giapponesi di assoluta fiducia per mangiare il mio sushi in totale tranquillità… magari il sushi me lo ordino da asporto e il Sushi Martini ce lo facciamo da soli!

Ricetta Sushi Martini
Autore: Bruno Vanzan
4 cl Geranium Gin, 2 cl Monin Lychee, 1.5 Monin Syrup Basil, 1 Mango Real, 1,5 cl succo di lime, 2 grammi wasabi. Tecnica shake and double strain.

Abbinamento: Hosomaki, Japanese Chopsticks, Shiso Leaves, Japan Cherry Blossoms

La ricetta a base di gin e sushi di Vanzan ha sbancato anche in Giappone

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