Beefeater London Garden Gin: intervista al master distiller Desmond Payne

Share on Facebook Tweet about this on Twitter Share on Google+ Pin on Pinterest Email this to someone

Pubblicato in

il

Desmond Payne in persona ci presenta il suo Beefeater London Garden Gin: intervista al master distiller e degustazione

Il Gin Day di Milano ha appena aperto le porte e lo stand di Beefeater è il primo che ci si para davanti, a darci quasi il benvenuto. Desmond Payne, Master Distiller del brand inglese nonché una delle figure di culto della storia della distillazione del Gin, è comodamente appoggiato al bancone e ci aspetta per farci assaggiare una delle grandi novità di questa rassegna meneghina: il Beefeater London Garden. Qualche domanda Mister Payne? … of course…

“Less is more.” D. Payne

Come nasce l’idea di questo London Garden? In che modo è decollato il progetto per questo nuovo prodotto?

La cosa che mi appassiona di più è creare nuove tipologie di gin e sono davvero molto orgoglioso del London Garden. L’ispirazione mi è venuta dal fondatore di Beefeater, James Burroughs, che amava passeggiare in un meraviglioso giardino botanico, il Chelsea Physic Garden, situato tra la sua abitazione e la distilleria. Per rendere omaggio a questa figura emblematica per il nostro marchio, ho deciso di prendere la ricetta originale di Beefeater e aggiungere due botaniche lasciandomi così ispirare dalle passeggiate in questo giardino e dai suoi profumi: la verbena odorosa e il timo.

Sappiamo che il London Garden era già acquistabile dal 2014, ma la possibilità era riservata ai soli visitatori della distilleria; quindi per tutti gli altri appassionati si tratta effettivamente di una novità assoluta…

Sì è vero, il London Garden era acquistabile solo facendo visita alla nostra distilleria, ma abbiamo deciso di commercializzarlo per via dell’enorme successo che ha ottenuto, anche in funzione dei numerosi feedback positivi da parte dei bartender. L’introduzione della verbena odorosa e del timo è stata realizzata pensando che le botaniche che fanno parte di un gin sono come una famiglia. L’introduzione di nuovi elementi deve evitare contrasti e disarmonie e le nuove botaniche si devono quindi inserire nel miglior modo possibile in accordo con le altre, nei confronti delle quali cambia la relazione reciproca. Ti dico anche che abbiamo deciso di lanciare il London Garden qui in Italia per fare un omaggio alla patria del ginepro, ovviamente la botanica più importante di Beefeater.

C’è un motivo particolare per il quale si è deciso di adottare una gradazione del 40% per il London Garden? Quali sono i suoi segreti?

Un Gin per essere tale deve avere una gradazione minima del 37.5%, ma nel caso specifico abbiamo dovuto alzare la gradazione a 40% per un discorso di bilanciamento aromatico, soprattutto per la presenza di una nota agrumata particolarmente brillante. Ovviamente se si alza la gradazione alcolica la bottiglia diventa più costosa…! (ride). Ci sono molti Gin al mondo ma le due domande fondamentali sono sul “cosa” e sul “come” vengono prodotti. Rispetto alla ricetta classica di Beefeater non è cambiato il “come” ma il “cosa”, quindi la ricetta vera e propria. Il riposo per almeno 24 ore è molto importante per garantire l’apporto migliore di ogni singola botanica, inoltre ti posso dire che la mia filosofia è quella di rimanere il più semplice possibile e valutare anche il più piccolo dettaglio: ogni cambiamento nel bilanciamento delle botaniche, anche il meno significativo, porta a grandi mutamenti nelle percezioni.

Ci sono progetti futuri a cui sta lavorando in questo momento? Potremo vedere delle edizioni particolari o limitate? Mi viene in mente il grande successo ottenuto dalle due edizioni limitate di Crown Jewel, un gin che ormai è diventato introvabile.

Posso dirti in anteprima che in futuro ci sarà una terza edizione del Crown Jewel, visto il successo delle precedenti “release”. Inoltre sto lavorando da un po’ di tempo a 2-3 nuove combinazioni che forse in futuro porteranno a qualcosa di concreto, ma è ancora prematuro parlarne in quanto sono ancora in fase di testing. Sono sempre molto entusiasta all’idea di lavorare a nuovi progetti, è davvero la mia passione!

Viste le risposte di Desmond ci è venuta una gran voglia di provare il London Garden e quale migliore occasione del Release Party organizzato al Raboucer di Milano?

Dopo un’ottima accoglienza degna del marchio Beefeater e una breve presentazione da parte del Master Distiller, abbiamo assaggiato in purezza e in alcune soluzioni di miscelazione il nuovo London Garden.

Bevuto liscio si percepisce la continuità con la ricetta classica di Beefeater, ma effettivamente ci sono delle varianti molto interessanti. Se al naso non ci sono particolari emozioni aromatiche è alla prova del palato che le cose cambiano: una nota fresca e leggermente erbacea si fa largo nel retronasale mentre è riconoscibile una punta balsamica. La parte citrica sembra rinforzata e l’equilibrio tra le componenti è rispettato: come da tradizione è un gin secco, ma con uno spettro di percezioni più ampio e gradevole.

Lo assaggiamo in prima battuta nel cocktail di benvenuto chiamato in onore di Desmond “Champayne”: sciroppo al timo, limone, albume e champagne Mumm. Coinvolgente, piuttosto fresco e con un gioco di consistenze cremose che esaltano la componente citrica. Un’ottima partenza. Passiamo quindi al più classico G&T e qui vediamo le vere potenzialità del London Garden: il risultato è un long drink in cui il nuovo Beefeater riesce a espandersi aromaticamente in maniera convincente, mostrando quella nota fresca ed erbacea di cui parlavamo. La gradazione bassa fa sì che ci sia la possibilità di fare il bis senza alcun tipo di problema e questo, dopotutto, non può non essere un vantaggio.

Per finire ci avviciniamo ad un cocktail più elaborato, da considerarsi come il punto di arrivo di questa nostra esperienza gustativa: limone, fresh citrus, e Pekoa Tea. Molto complesso al palato, profumi incandescenti e un meraviglioso equilibrio tra la nota di ginepro e le percezioni del Pekoa tea, molto aromatico. Perfetto il garnish, un semplice amaretto in grado di integrarsi alla perfezione con i sapori di questo Goldstream Guards Punch.

Non avevamo mai visto sbocciare un giardino nel mese di settembre ma, a quanto pare, Desmond Payne sembra essere riuscito nell’impresa…

Share on Facebook Tweet about this on Twitter Share on Google+ Pin on Pinterest Email this to someone

Non ci sono ancora commenti


Condividi la tua opinione!

La tua email non verrà pubblicata.

© 2015-2019 - ilGin.it Tutti i diritti riservati