Gentù Porto Cervo Dry Gin: il gin gastronomico assoluto

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gentù porto cervo dry gin

Solo tre botaniche, tutte della Sardegna, e un’esplosione di gusto, perfetto per ogni abbinamento culinario: ecco a voi Gentù Porto Cervo Dry Gin

Oggi sono contenta di presentarvi un gin la cui ricetta è stata creata da un caro amico, il giornalista enogastronomico Francesco Bruno Fadda, e distillato da un eccellente distiller, Elio Carta della distilleria sarda Silvio Carta. Gentà Porto Cervo Dry Gin rappresenta un ottimo esempio di sapiente uso delle botaniche locali, quelle della Sardegna, ma è anche un grande esempio di italianità, in particolare del nostro amore per il cibo e dei sapienti abbinamenti tra drink e pietanza. Il gin Gentù è infatti studiato per esaltare il gusto di qualunque piatto della nostra tradizione in un perfetto abbinamento a tutto pasto.

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Ciao Francesco, raccontaci di te e della tua passione per il gin

Sardo per nascita, italiano per convinzione, giornalista, gastronomo, autore e conduttore radio\tv, ghostwriter, avvocato mancato (per fortuna!), cuoco mancato (c’è sempre tempo!). Vivo per studiare, conoscere, approfondire e scoprire nuove tavole, provare nuovi sapori e ascoltare storie di gusto da raccontare. Parlare di cucina e di vino e di distillati senza conoscerne la storia della materia prima, del cuoco o del produttore è come leggere un libro con le pagine bianche… inutile! Scrivo per La Repubblica, James Magazine, Rai International, Mondadori, Giunti e ho scritto per Corriere della Sera, La7, Mediaset, Medusa Produzioni, Gribaudo.

Al mondo dei distillati ho dedicato 285 pagine: Il tempo degli Spiriti (Gribaudo 2001), mentre a dicembre 2020 sarà pronta “Spirito Autoctono”, la prima guida alla scoperta dei migliori distillati italiani per Touring Club Editore. Alla fine di Febbraio 2021 di nuovo in libreria per Carlo Delfino Editore con Vite d’Amare – Storie di vino e racconti di viaggio, monografia dedicata alla Gallura e all’unica DOCG dell’isola, firmato insieme a Federica Capobianco e Lara De Luna.

Amo i distillati e in particolare il gin per la sua versatilità e sono rimasto affascinato dall’evoluzione che ha vissuto il gin italiano. La mia passione per il gin nasce negli anni ‘90, quando la fama di questo distillato era in crollo totale, ma è nell’ultimo decennio che mi sono trovato coinvolto dall’evoluzione del gin. Iniziai a studiare la situazione del gin italiano, convinto che saremmo arrivati dove siamo effettivamente ora, con almeno due gin per ogni regione. L’Italia ha dimostrato di poter prendere qualcosa tipico di un altro paese e farlo meglio! E mi piace particolarmente l’aspetto della località, perché la possibilità di una località totale è un qualcosa di raro e meraviglioso. Il vino è standard, mentre il distillato è come la cucina: non è nemmeno regionale, è “di corridoio”, basta pensare a gin che utilizzano botaniche che crescono solamente in aree limitatissime.

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Come nasce l’idea che ha portato alla creazione di Gentù Porto Cervo Dry Gin?

Per lavoro e per passione sono tanti i prodotti che mi è capitato di assaggiare e che mi hanno stuzzicato le idee. Poi con l’organizzazione del concorso Be Spirits nel 2019 e Spirito Autoctono quest’anno assaggi e idee si sono moltiplicati ed è anche nata la passione per gli amari. Gin e amari rappresentano davvero benissimo un territorio, lo raccontano e raccontano anche l’azienda che li produce: il vino non riesce a fare lo stesso; mi fa impazzire quando assaggio qualcosa che mi ricorda un luogo. Inoltre è anche un grande divertimento raccogliere qualcosa per farci un prodotto nuovo e buono.

Durante il periodo di quarantena è nata l’idea di creare un gin per l’abbinamento a tutto pasto assieme alle amiche e colleghe Federica Capobianco e Lara de Luna. L’obiettivo che abbiamo perseguito era quello di creare un gin che rinfrescasse il pasto e aiutasse la digestione, ma la cosa più importante è che fosse versatile con l’acqua tonica. Da anni lavoriamo con Elio Carta ed è con lui abbiamo sviluppato la ricetta: durante la creazione abbiamo assaggiato il gin con le toniche disponibili per essere sicuri che funzionasse con tutte quelle principali attualmente in commercio. Assieme ad Elio avevo già contribuito anche alla ricetta di Boigin Saffron, con zafferano DOP della Sardegna.

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Come è stata sviluppata la ricetta di Gentù Porto Cervo Dry Gin?

Oltre a perseguire sapori che si abbinassero a ogni pietanza, abbiamo studiato anche l’uso nelle marinature e in cottura, quindi abbiamo ricercato una parte amaricante che persistesse quando l’alcol evapora durante la cottura. Visto il legame con la mia terra natia, la Sardegna, è al suo meraviglioso territorio che ci siamo ispirati per la scelta degli ingredienti.

Chiaramente la botanica principale è il ginepro, che viene messo in infusione così come è raccolto senza nessun trattamento. Utilizziamo anche le foglie perché fanno emergere maggiormente la sapidità della bacca. Abbiamo pensato ad aggiungere cristalli di sale nelle bacche del ginepro per equilibrare la sapidità necessaria per esaltare i sapori dei cibi abbinati. La freschezza e l’ampiezza dei profumi del gin è data dal ginepro del Massiccio del Gennargentu, raccolto a oltre 800 metri, e che dà il nome al gin. A queste sono unite altri due tipi di bacche di ginepro, sempre provenienti dalla Sardegna.

Il timo dona balsamicità e freschezza, mentre il rosmarino dà sapidità ed equilibra le note dolci per mantenere lo sfondo leggermente amaro. Non ci sono altri ingredienti, perché è dalla ricchezza e dalla qualità delle botaniche nella loro semplicità che deriva l’esplosione non invadente dei sapori del gin, la leggera sapidità, il gusto che smorza l’alcolicità e il profumo intenso.

Gentù Porto Cervo Dry Gin è del tutto naturale, anche nel colore. Ed è davvero artigianale. Le botaniche sono realmente raccolte a mano, nelle giuste quantità per non rovinare l’ambiente. La distillazione avviene in caldaia di rame a dischi con temperatura massima tra i 72° e i 75°: è delicatissima. Le tre botaniche vengono messe in infusione singolarmente nel distillato a temperatura controllata, poi gli infusi vengono uniti e viene effettuata una ulteriore infusione per alcuni giorni, per poi passare alla filtrazione e decantazione.

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Anche la bottiglia di Gentù Porto Cervo Dry Gin è molto bella…

L’etichetta voleva essere simpatica per celebrare lo spirito gioioso che accompagna i piaceri come il mangiare e il bere bene, una “aquaspiritosa”! E’ stata creata da Lara e Federica, mettendo insieme alcuni elementi caratteristici del gin. Le tre botaniche sono nominate in sardo e poi c’è un gioco di parola tra Made in Sardine e il disegno della sardina, a richiamare l’abbinamento gastronomico. Ma all’interno della sardina vediamo i tagli tipici della carne, sottolineando la versatilità culinaria in modo divertente. L’azzurro verde ripreso dalla preziosa chiusura in ceralacca è quello del bellissimo mare di Porto Cervo.

In quali cocktail ci consigli Gentù Porto Cervo Dry Gin?

Ovviamente il Gin Tonic! Senza garnish particolari e con la tonica di vostra preferenza.

Per quanto riguarda altri cocktail, devo dire che Gentù mi ha colpito ed emozionato nel Negroni: non pensavo che un gin di questa intensità potesse funzionare così bene. Come bitter però consiglio di usare Bitter Roma o Macchia.

Un altro drink che amo molto perché fresco ma con corpo grazie a Gentù è il Gin Basil Smash, con succo di limone e basilico. Infine non posso che dire che nel Martini è una bomba!

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E come abbinamenti culinari cosa ci consigli?

Gentù lo ritengo il gin gastronomico assoluto ed è veramente studiato per l’abbinamento a tutto pasto. Carni e pesci al BBQ in genere, così come i fritti all’italiana, lo rendono letteralmente esplosivo. Più i sapori in abbinamento sono forti e complessi, pensiamo ad un gulasch, alla zuppa di pesce con patate o al tradizionale maialino alla brace, più Gentù esprime la sua vera essenza da gregario.

Per quel che riguarda l’uso in cucina è perfetto per irrorare ostriche e cozze crude ed è unico come ingrediente in ricette che prevedono molluschi come il polpo alla Luciana o per la marinatura dei calamari.

Vai alla scheda nell’Enciclopedia del Gin
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