Ginuensis Hand Crafted Gin: spirito internazionale dal cuore genovese

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In cerca di qualcosa di buono per i vostri gin cocktail? Con Ginuensis non si sbaglia! Questo gin genovese è una vera perla…

Abbiamo conosciuto Ginuensis grazie alle medaglie che si è aggiudicato a diverse competizioni e ci ha ammaliato per il suo gusto morbido e fresco. Ve lo raccontiamo dunque con le parole di Vittorio, uno dei tre ideatori di questo gin ligure che siamo certi che conquisterà il mondo.

Originale, facile da miscelare, dissetante: ecco a voi Ginuensis

Come è iniziato il vostro viaggio nel mondo del gin che vi ha portato alla creazione di Ginuensis?

Noi siamo tre soci e amici, io – Vittorio – , Marco e Francesco, tutti e tre di Genova. Veniamo da tre mondi lavorativi completamente diversi, però tutti e tre abbiamo sempre amato il gin in qualità di consumatori, soprattutto io. Francesco a un certo punto della sua vita aveva aperto una produzione di birra artigianale, ma per motivi economici ha dovuto chiudere il progetto e quindi mi ha proposto di provare a iniziarne uno nuovo con il gin. L’idea mi ha subito entusiasmato e, coinvolto anche Marco, abbiamo deciso di portarla avanti assieme, sperimentando in casa nel tempo libero. Era l’inizio del 2018.

Come avete sviluppato l’idea che ha portato alla realizzazione di Ginuensis?

Per quel che riguarda l’ispirazione per il brand abbiamo notato che non c’erano gin di Genova, la nostra città e quindi abbiamo deciso di giocare su ciò che il territorio e le nostre tradizioni potessero offrire, ma volevamo farlo in modo non scontato per dare al gin un respiro internazionale.

Per la ricetta invece abbiamo fatto tantissimi esperimenti in casa con una base neutra e diverse botaniche. E’ stato il mio compito principale trovare una buona combinazione di ingredienti e mi ci sono voluti tre mesi. Il mio obiettivo era dare vita a un distillato che fosse facile da usare in miscelazione, senza caratteristiche strane perché anche quando mi piacciono, mi stancano comunque in fretta i gin di questo tipo e non li ricompro.

Volevo usare la foglia del lime kaffir perché è un ingrediente che ho conosciuto a Londra assaggiando la cucina Thailandese e mi era piaciuto tantissimo. Non c’erano altri gin con questo ingrediente, a parte lo spagnolo GinRaw, lanciato poco tempo prima che arrivassimo noi.

Abbiamo provato moltissime combinazioni, tante le abbiamo direttamente buttate via, ma alla fine abbiamo trovato il giusto calibro con una ricetta che soddisfacesse tutti e tre. Abbiamo fatto la prova del 9 e quando anche la compagna di Francesco ha approvato allora abbiamo saputo che ce l’avevamo fatta. La ricetta finale prevede dunque nove botaniche, la maggior parte classiche classiche (Ginepro, Arancia Dolce, Radice di Angelica, Cumino, Cardamomo, Coriandolo e Liquirizia) dove l’elemento citrico è dato dal particolare Lime Kaffir, la cui nota un po’ troppo acida è bilanciata dalla nota appena amara della Mandorla.

ginuensis

Come avete scelto il nome Ginuensis?

La scelta del nome è stata ancora più difficile dello sviluppo della ricetta. Abbiamo cercato un modo di esprimere la genovesità in un modo non banale e alla fine ci siamo basati sul nome della birra artigianale che produceva Francesco, di cui vi ho parlato prima. Il nome era “Genuensis”, che in latino significa “Genovese”, quindi per l’assonanza con il gin abbiamo cambiato la parte iniziale ed ecco il nostro nome, Ginuensis!

Come avete scelto il produttore giusto per il vostro Ginuensis?

Inizialmente abbiamo fatto produrre il primo lotto da 2000 litri in modo del tutto artigianale in una piccola distilleria ligure e abbiamo iniziato a venderlo noi nei locali di Genova che conoscevamo, con ancora un packaging rozzo e poche risorse. Era l’estate del 2018.

Il successo è stato grande e inaspettato. Ci ha contattato Andrea Vacca, broker di alcolici di Genova, che lavora con Timossi, perché era interessato a distribuire il nostro prodotto, ma prima ci ha chiesto di migliorare il packaging e il prodotto.

Anche se ci trovavamo bene con il produttore ligure che aveva creato un gin molto buono, anche noi pensavamo che si potesse fare ancora di meglio. Andrea ci ha consigliato di rivolgerci a Origine Laboratorio e loro ci hanno immediatamente consegnato un prodotto effettivamente migliore: nella prova che ci hanno dato gli aromi sprigionati dal loro distillato erano incredibili. Con i ragazzi di Origine ci troviamo benissimo sia dal punto di vista professionale che umano, sono fantastici! A novembre del 2018 eravamo dunque già pronti per il lancio!

ginuensis gin

Sono stati loro a scegliere il metodo di produzione per la vostra ricetta?

Sì, loro lavorano con prodotti biologici e infatti Ginuensis sarebbe quasi del tutto tale se non fosse che non ci è stato possibile trovare da nessuna parte il lime kaffir biologico. Anche il metodo che prevede la distillazione separata degli elementi botanici è parte del loro modo di lavorare. Sono davvero precisissimi, dei perfezionisti, e questo è per loro il modo migliore per estrarre al meglio gli aromi delle botaniche. Sono talmente puntigliosi, in senso positivo, che si rifiutano di consegnarti il prodotto prima che abbia maturato per un paio di settimane.

A chi vi siete rivolti invece per il packaging di Ginuensis?

Quando abbiamo dovuto fare un’etichetta nuova e moderna ho pensato di rivolgermi al mio amico Luca Barcellona, uno dei più famosi calligrafi del mondo ed è anche lui di Genova. Siamo andati al White Spirits Festival a Milano in cerca d’ispirazione e abbiamo notato che non c’erano poi tanti gin che utilizzassero la pianta del ginepro come motivo per la grafica e quindi siamo partiti da lì. Luca ha poi ideato il font e il logo. Per quest’ultimo avevamo in mente di usare un animale che richiamasse i boschi e la natura della Liguria, ma facendo alcune ricerche abbiamo visto che quasi tutti gli animali che potessero avere un senso per noi erano già stati utilizzati in almeno un altro gin. Solo il riccio non lo usava nessuno! Ci è piaciuto perché è anche rappresentativo del carattere spinoso che viene genericamente attribuito ai genovesi.

ginuensis hand crafted gin

Avendo creato un gin da miscelare, lavorate molto con i bartender per avere i loro feedback?

I feedback che abbiamo avuto, soprattutto in liguria e nelle regioni dove abbiamo distribuzione, sono stati molto positivi, con risultati migliori di quelli che ci aspettavamo. Soave è il Brand Ambassador di Ginuensis e lavora per Niasca Portofino: è un ottimo barman e ha un bell’atteggiamento quindi sta facendo un bel lavoro. Noi collaboriamo soprattutto con bartender di Genova e ormai in tantissimi bar è stato adottato come gin base.

Sempre in tema miscelazione, qual è il best serve per Ginuensis?

In assoluto il Gin Tonic, è quello che proponiamo sempre. Essendo facilmente miscelabile proponiamo anche altri cocktail, per esempio Soave spinge molto il Red Snapper. Io consiglio il G&T con una fetta di lime e qualche foglia essiccata di lime kaffir e poi mi piace tantissimo nel Negroni che normalmente non lo bevo spesso.

Hai qualche altra ricetta da consigliarci?

Vi lascio due ricette create da Soave:

Boccadasse mule:

Mezza oncia limone spremuto, mezza oncia lamponi frullati, 1/4 di oncia zenzero centrifugato, 1 oncia e mezza di Ginuensis: Shake and strain. Servire in coppa margarita con cubo di ghiaccio 4 cm, guarnire con scorza di limone.

La Lalla 

1/2 oncia di Strega, mezza oncia di arancia spremuta, 1 oncia e mezza di Ginuensis; colmare con Festivo Portofino in tumbler alto; guarnire con fetta d’arancia disidratata e zucchero vanigliato.

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