The Kingfisher Gin: il London Dry delle Alpi

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The Kingfisher Gin è un London Dry italiano che ha saputo racchiudere nella sua eleganza e balsamicità i profumi dei boschi alpini della Val di Susa…

Freschezza, delicatezza, eleganza: tutto il profumo delle Alpi è racchiuso in The Kingfisher Gin. Vi raccontiamo la sua storia con Stefano Rangoni, ideatore del gin e fondatore della Cantina Ca’ D’Or, con cui abbiamo parlato di come abbia fatto a racchiudere l’essenza della Val di Susa nel suo distillato.

The Kingfisher: Alto Gin, gin di montagna

Ciao Stefano, raccontaci la tua storia e la nascita di The Kingfisher Gin.

La mia famiglia proviene dalla zona del Franciacorta, quindi ho una lunga tradizione vitivinicola alle spalle e così ho fondato la mia Cantina Ca’ D’Or. La filosofia che ci guida sin da principio è quella di creare prodotti dall’alto standard qualitativo basandoci solo su materie prime naturali, senza mai aggiungere aromi artificiali o altro.

Da un paio d’anni è entrato in società un amico che ha una distilleria in Val di Susa. Io ho sempre avuto una passione fortissima per il gin e volevo crearne uno con botaniche Alpine, in particolare quelle che erbe che vengono tradizionalmente raccolte per fare gli amari di montagna.

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Come hai sviluppato la ricetta di The Kingfisher Gin?

Innanzitutto è stato molto importante avere una distilleria dedicata solo al mio gin. Abbiamo creato un London Dry con note balsamiche, con botaniche spiccate, strutturato e morbido così che non si senta l’impatto dell’alcol nonostante i suoi 40°. Abbiamo selezionato appositamente undici ingredienti che smorzassero la forza alcolica e di altissima qualità infatti si lavorano molto bene in distillazione.

La ricetta nasce dalla mia passione e quindi doveva essere un gin con caratteristiche distintive. La scelta delle botaniche si è basata sul sentore che avevo già in mente di dare e cioè alpino ed erbaceo. A ciò si sono aggiunti l’acqua pura di montagna e il grano dai colli di Cuneo biologico per avere una base qualitativamente alta. Lavorando fianco a fianco con il master distiller abbiamo selezionato le botaniche e trovato il giusto equilibrio perché il gin ha sentori di bosco, ma non è troppo balsamico.

Abbiamo scelto il genepy, il timo serpillo e l’achillea millefoglie come botaniche principali assieme ad altre tipiche degli amari di montagna. Abbiamo aggiunto il rabarbaro, non tipico degli amari, ma per mantenere un sapore amarognolo smorzando i sentori molto forti delle erbe alpine. La salvia serve a rendere il distillato più morbido e a mitigare la forza del timo. Ci sono poi anche genzianella e melissa: tutte erbe che crescono tra i 1000 e i 2000 metri, tipiche della zona e ampiamente coltivate, infatti è necessaria la licenza da parte della Regione per raccogliere la maggior parte di queste erbe. Anche il ginepro proviene dalla zona in quanto vi cresce in abbondanza ed è quindi facile da reperire, oltre a essere particolarmente aromatico.

Non è stato facile trovare il bilanciamento perfetto, ma siamo riusciti a ottenere un gin che fosse espressione della Val di Susa, delle Alpi. Ottenere il sentore dell’abete è difficile ed è stato fondamentale trovare la proporzione giusta in cui miscelare gli ingredienti.

Dopo diverse prove abbiamo scelto il metodo classico London Dry per la produzione e ne sono stato felice perché è garanzia del rispetto della mia filosofia aziendale in quanto in questa tipologia di gin non possono essere aggiunti aromi. Questo metodo garantisce la qualità e l’equilibrio del gin e anche la sua omogeneità, non facendo perdere le caratteristiche che volevo.

Avevo già la visione del gin che doveva venire fuori dalla distillazione, sia come gusto sia come tipologia di prodotto, quindi non è stato un esperimento che partiva da una vaga idea. In questo senso lo sviluppo della ricetta è stato facile.

Da cosa deriva il nome The Kingfisher Gin?

Ero andato con mio figlio a pescare al Lago dei Sette Colori e stavamo facendo una passeggiata nei dintorni. I meravigliosi colori che ci circondavano mi hanno fatto pensare al Martin Pescatore, questo bellissimo uccello tipico delle zone costiere dal piumaggio blu e rosso molto colorato. Mi è sembrato il modo perfetto per rendere in maniera visiva l’ambientazione che sta dietro al gin, riprendendo i colori delle montagne. Infatti in etichetta si legge “Alto Gin” poiché fatto sui monti, in particolare sulle Alpi, visibili nello sfondo dell’etichetta. Il gin si basa sulla regionalità, si focalizza sulla location alpina e questo è ben espresso in ogni aspetto del prodotto. Sin dal Medioevo in queste colline fanno distillati con le erbe locali quindi è una nostra tradizione, infatti ci sono numerose abbazie (la più famosa è quella di Novalesa) dove i monaci si dedicavano alla distillazione: con The Kingfisher Gin ho dunque potuto rimanere coerente anche con la storia del territorio di cui il gin è identificativo.

Essendo un gin premium ho scelto una bottiglia pesante, serigrafata. Una bottiglia pulita ed elegante, non troppo lavorata, in connubio col candore della neve e la purezza dell’acqua. I colori dominanti sono il bronzo e l’azzurro, i colori delle montagne. Il Martin Pescantore ha come colore dominante il blu scuro e ho voluto valorizzarlo dando così in questa immagine un’idea di freschezza, ripresa anche nel nostro sito web. Il Gin Tonic è fresco ed è il miglior cocktail per valutare un gin! Una bottiglia elegante deve essere rispecchiata nel contenuto, ma so che The Kingfisher Gin è in grado di superare anche le aspettative che la sua immagine crea grazie al suo gusto fresco ed equilibrato.

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Quando è stato lanciato The Kingfisher Gin?

Siamo partiti da poco, ma The Kingfisher Gin mi sta già portando grandi soddisfazioni. Per lo sviluppo del prodotto abbiamo impiegato un anno e mezzo e il gin è stato lanciato a inizio 2020, ma è già distribuito anche in Austria, Germania, Regno Unito e in Nord America perché ho trovato un importatore che è rimasto affascinato dalla qualità del gin e dal fatto che fosse prodotto in quantità limitata. Nonostante il tempismo abbiamo avuto un ottimo riscontro!

Sto inoltre intraprendendo diverse partnership, di cui una con Maserati, il cui colore è il blu: perfetto!

Qual è il tuo cocktail preferito e quali sono i tuoi consigli di miscelazione con The Kingfisher Gin?

Il mio cocktail preferito è il Tom Collins, possibilmente senza zucchero, perché è molto rinfrescante. Il secondo è il Gin Tonic e il terzo è il Basil Smash perché oltre ad essere fresco è anche particolare, con basilico e limone.

In generale tutti i cocktail freschi valorizzano la parte balsamica di The Kingfisher Gin. E’ molto importante che il drink non copra, ma valorizzi il gin, infatti anche per il G&T consiglio sempre una tonica che sia leggera, neutra, così da non neutralizzare la delicatezza del gin e l’eleganza.

Vai alla scheda tecnica  Acquista The Kingfisher Gin

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