“Un altro po’ di gin per Mr. Bojangles”

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Marco Cairone ci racconta la storia di Sammy Davis Jr. sulle note della splendida canzone scritta da Jerry Jeff Walker, Mr. Bojangles

La cella di New Orleans è sovraffollata e fa caldo.

Siamo nel luglio del 1965 ed è appena stato commesso un omicidio che ha portato all’arresto di numerose persone prese per strada: passanti, vagabondi, ubriachi, sospetti… Tra i reclusi in attesa di rilasciare le proprie generalità – e soprattutto tra i vagabondi che usano soprannomi (per rendere la vita alla polizia più difficile) – un clochard un po’ avanti con gli anni e artista di strada, soprannominato Mr. Bojangles, inizia a parlare con Jerry Jeff Walker che era stato arrestato poco prima per ubriachezza, raccontando diversi episodi della sua vita.

He said “I dance / Now at every chance / In honky-tonks / For my drinks and tips”

Da anni giovanili di successo e denaro, la sua vita divenne sempre più difficile fino a perdere il successo raggiunto ed essere obbligato a vivere per la strada. Persino il suo adorato cane lo ha lasciato. Davanti a tanta tristezza e per rallegrare un po’ l’ambiente, l’uomo inizia a danzare un magnifico tip tap. Walker, artista affermato di country e blues, ispirandosi a questo incontro, compone un brano che in pochissimo tempo divenne famosissimo e gli diede come titolo proprio Mr. Bojangles.

Foto: commons.wikimedia.org

Numerose sono le cover di questo brano da quella della Nitty Gritty Dirt Band alla versione di Bob Dylan che la inserì proprio nell’album discografico Dylan. Tuttavia la versione più struggente e forse più autobiografica nella sua interpretazione è quella resa da Sammy Davis Junior, cantante, ballerino, strumentista, attore, comico poliedrico. La sua vita fu piena di successi, ma la gavetta fu lunga e dolorosa come lo furono gli ultimi anni della sua vita per via di un cancro alla gola. Sammy Davis Jr. era nero, di piccola statura, magro con un problema ad un occhio e quindi ben lontano dagli stereotipi del bel cantante di successo.

Anche se le sue doti e il suo talento erano indiscussi, sfondare per un nero in America in quegli anni (il nostro è nato nel 1925) era quasi impossibile e numerose sono le manifestazioni di razzismo nei suoi confronti che egli ricorderà anche nei propri racconti scritti alla fine della sua carriera e pubblicati postumi. Forse anche per questo motivo maturò in lui ad un certo punto il desiderio di convertirsi all’ebraismo, che vedeva affine alla sua storia di vittima di pregiudizi.

Nonostante i difetti fisici Sammy Davis era però molto affascinante e tante sono le sue conquiste anche di già affermate donne bianche, attrici e cantanti che letteralmente cadevano ai suoi piedi. Ma tali relazioni erano spesso clandestine perché osteggiate dall’opinione pubblica (negli USA i matrimoni detti “interrazziali” erano vietati in ben 31 Stati).

Foto: commons.wikimedia.org

Il vero colpo di fortuna gli arrivò nel 1959 quando divenne uno dei componenti fissi del  Rat Pack il gruppo di attori e cantanti capitanato dal suo amico Frank Sinatra che gli fu davvero grande amico per tutta la vita.  Con lui, Dean Martin e altri attori Sammy Davis Jr. interpretò anche numerosi film spesso da co-protagonista, riscuotendo molto successo dal momento che era in grado di ballare, cantare e persino suonare diversi strumenti con abilità fuori dal comune.

Gli altri del Rat Pack giocarono un ruolo importante nella lotta alla segregazione razziale nei nightclub di Miami e nei casinò di Las Vegas, rifiutandosi di esibirsi e di frequentare quelli che discriminavano i neri. Molti locali adottarono quindi un atteggiamento più tollerante pur di poter vantare la presenza di ospiti così celebri e almeno in apparenza l’atteggiamento verso Sammy Davis Junior divenne più benevolo.

Spendaccione all’inverosimile di tutti i soldi che guadagnava perché gli piaceva fare la bella vita ed essere generosissimo con i suoi amici e con le sue conquiste, nel 1960 fece scalpore il matrimonio di Sammy Davis Jr. con l’attrice di origine svedese May Britt. Nel 1970 si risposò con un’altra attrice con cui rimase per il resto della vita. Nel 1972 il suo singolo The Candy Man raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 per tre settimane.

Foto: commons.wikimedia.org

Negli ultimi anni della sua vita, ormai stanco e malato, le sue apparizioni in TV divennero
molto scarse. Il cantante Robbie Williams che pure era un suo fan, ebbe la possibilità di incontrarlo durante una sua ultima apparizione in pubblico e a lui dedicò la propria interpretazione di Mr. Bojangles che divenne proprio il titolo dell’album del 2002 del cantante inglese.

Ma sentiamo Sammy Davis Junior nella sua interpretazione di Mr. Bojangles:
https://www.youtube.com/watch?v=-Fju4UajL7g

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