Le abitudini dei gin lover, tutti i dati dell’ultimo anno

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Copa balòn o highball? 2 parti tonica o 3? 20€ o 30€ per una bottiglia? Gin fruttato o invecchiato? Scopri le preferenze degli amanti del gin!

Meglio la copa balòn o l’highball? Quanto gin tonic beviamo in media alla settimana? Preferiamo spendere una ventina di euro per una bottiglia o di più? Queste e tante altre domande sono state sottoposte a quasi 4.000 persone da Gin Foundry, per lo più nel Regno Unito, ma con partecipazioni anche dal resto d’Europa. Grazie ai dati raccolti anche quest’anno il sito, fra i più autorevoli al mondo in materia di gin, ha creato la sua Ginfographic, cioè un’infografica che raccoglie i dati delle abitudini degli amanti del gin.

Abbiamo unito i loro dati con quelli rilevati da noi e siamo pronti per darvi un’interessante panoramica su come si stia evolvendo la cultura del gin. Di certo il primo dato interessante è che la moderna Gin Craze non accenna a rallentare e gli amanti del distillato al ginepro sono sempre di più e sempre più informati e consapevoli e il mondo del gin continua a crescere, a innovarsi, a sperimentare e a darci immense soddisfazioni.

E tu che gin lover sei?

Cominciamo dalla frequenza di bevuta. In media quasi il 40% degli amanti del gin beve 2 o 3 cocktail a settimana, gli altri si dividono fra chi ne beve solo 1 o 2 e chi va dai 5 ai 10, mentre molto pochi sono coloro che arrivano anche a più di 10 cocktail a base di gin alla settimana. Il dato riflette ciò che abbiamo rilevato anche noi, cioè una preferenza generale a bere poco, ma bene, dando molta più importanza alla qualità che alla quantità. Molto interessante è anche il dato riguardante la quantità di bottiglie possedute, poiché il 36% dichiara di tenerne in casa più di 10, mentre la percentuale minore (9%) possiede solamente una o due bottiglie di gin. Sembra chiaro che la cultura del gin comincia nel bar, ma continua all’interno delle mura domestiche. Questo dato si collega infatti alla spesa che i partecipanti hanno dichiarato di fare per una singola bottiglia e ben il 60% dice di spendere tra i 35 e i 45 Euro per un gin, mentre il 28% tra i 25 e i 35 Euro e solo il 5% spende meno di 20€. Secondo le rilevazioni sono pochissimi coloro che scelgono il gin sulla base dei premi e riconoscimenti vinti, però è evidente che invece la fascia di prezzo viene ritenuta un valido indice di valutazione della qualità del distillato.

Per quanto riguarda le abitudini di consumo nel bar ci sono altri dati interessanti, primo fra tutti il fatto che la copa balòn continua a essere il bicchiere di preferenza della stragrande maggioranza degli amanti del gin tonic, anche se il caro vecchio highball sta lentamente riguadagnando terreno. Per quel che concerne invece le proporzioni all’interno del bicchiere il 42% ha dichiarato di preferire una parte gin e due parti di acqua tonica e il 39% una parte gin e tre parti tonica. Fortunatamente invece gli squilibri eccessivi da una parte o dall’altra sono minimi. Un dato registrato da noi invece rileva che i più accaniti amanti del gin tonic continuano a preferire l’utilizzo di toniche abbastanza neutre, ma l’utilizzo di mixers aromatizzati si sta diffondendo molto velocemente tra i consumatori, anche se in Italia il fenomeno è ancora molto limitato rispetto ad altri paesi come l’Inghilterra e l’Olanda.

Inutile dire che il drink preferito degli amanti del gin rimane il classico gin tonic, ma per noi italiani è interessante rilevare che al secondo posto, anche se con solo il 10% di preferenze, troviamo il Negroni, che batte il Martini con l’8% di preferenze. Se si parla di gin tonic e di bar a questo punto la seguente domanda è ovvia: gli amanti del gin chiedono al barman brand precisi? E si aspettano che il barman chieda loro quale gin preferiscono oppure no? Ebbene, la risposta alla prima domanda è sì: la maggioranza chiede sempre al barman il brand che vuole e gli altri lo fanno spesso, mentre sono pochissimi quelli che non lo fanno mai o solo raramente. E la risposta alla seconda domanda è di nuovo sì: solo il 2% non si aspetta che il barman chieda quale gin il cliente preferisce, mentre il 67% se lo aspetta sempre e il 31% se lo aspetta almeno nei bar più rinomati. Insomma, anche dalle abitudini al bar risulta evidente che il consumatore moderno è informato, consapevole e sa quello che vuole, ma soprattutto è evidente che il lavoro del barman ha raggiunto una posizione di grande rilievo agli occhi dei clienti, i quali hanno sempre grandi aspettative e si aspettano che chi sta dietro il bancone sia in grado di soddisfarle sempre e ovunque.

Paolo è originario di Napoli ma lavora da diverso tempo a Bologna

Concludiamo con l’ultimo dato raccolto che riguarda ciò che gli amanti del gin vorrebbero vedere maggiormente sviluppato in futuro. La metà si divide fra fra gin invecchiati (20%), Old Tom (18%) e Genever (12%), mentre l’altra metà si divide fra gin a gradazione più alta (25%) e gin con infusione di frutta (25%). Si tratta di un dato controverso per i puristi del gin, che spesso criticano i gin fruttati perché tradiscono la natura di ginepro che il gin dovrebbe avere, eppure ai consumatori piacciono e sicuramente permettono al mondo del gin di creare e sperimentare e di aiutare sempre più persone ad avvicinarsi a questo distillato. Per quel che riguarda la gradazione più alta è difficile dire se sia perché chi ha risposto così ama i cocktail e quindi una gradazione più alta permette ai sentori del gin di emergere meglio in miscelazione o se invece sia perché vogliono ubriacarsi più facilmente. Vogliamo sperare che non sia quest’ultima la motivazione. Un ultimo dato che invece verrà apprezzato da molti addetti al settore (vedi l’appello di Hayman per una più rigida legislazione in materia di gin) è questo: ben il 75% degli intervistati pensa che ci debbano essere dei criteri chiaramente definiti ai quali un distiller debba attenersi perché possa definire “artigianale” il proprio gin. Del resto quello di una definizione di criteri nell’ambito del gin è un tema molto scottante e ampiamente dibattuto e siamo certi che ben presto sentiremo ulteriori novità al riguardo.

E comunque ricordate sempre: God Save the Gin!

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