Flashmob dei bar di tutto il Paese all’insegna di #risorgiamoitalia

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Una decina di migliaia di insegne accese ieri sera in tutta Italia per dare voce al settore dell’ospitalità, duramente colpito dai provvedimenti Covid

Ieri sera alle 21.00 le insegne di migliaia di locali sono state accese, pur mantenendo bar e ristoranti chiusi, in segno di protesta verso la mancanza di chiarezza che riguarda i provvedimenti legati all’emergenza Covid che coinvolgono il settore dell’ospitalità. Questa mattina in ogni Comune sono state formate piccole delegazioni che si sono recate dai rispettivi sindaci per consegnare simbolicamente le chiavi di queste stesse attività. Ci si aspettavano almeno 10.000 attività in tutta Italia pronte ad aderire alla protesta e forse i risultati sono stati anche più numerosi, coinvolgendo letteralmente ogni città del Paese. All’iniziativa hanno inoltre aderito anche parrucchieri ed estetisti.

#risorgiamoitalia

Solo a Milano sono state consegnate oltre duemila chiavi e la giunta comunale ha chiarito di non avere potere sulle decisioni del Governo, ma si è comunque impegnata a favorire al massimo le riaperture concedendo l’uso degli spazi esterni e valutando la possibilità di abbattere la tassa di concessione di suolo pubblico. Altre delegazioni non sono state accolte, ma ovunque è stata dimostrata l’unione del settore e si sono fatte sentire le voci di preoccupazione per questa situazione che abbatterà i ricavi di bar e ristoranti per cifre che vanno dal 30 al 70% degli introiti annui e che costringerà moltissime attività alla chiusura definitiva, cosa già avvenuta per alcune.

Oltre al danno economico per la chiusura sono diverse le rimostranze del settore dell’ospitalità. Innanzitutto lo spostamente delle riaperture che potrebbe avvenire il primo di giugno e la totale mancanza di chiarezza sulle modalità di questa riapertura e le misure di sicurezza che dovranno essere adottate sono motivo di preoccupazione, poiché pare che includeranno costi e limitazioni delle entrate dei clienti non sostenibili per i più. In secondo luogo vengono richiesti aiuti concreti alle attività del settore in quanto anche durante la chiusura i costi di gestione continuano a dover essere corrisposti e sono schiaccianti per la maggior parte delle centinaia di migliaia di bar e ristoranti del Paese. Ad esempio un aiuto richiesto è quello di bloccare i pagamenti degli affitti dando ai locatori un credito d’imposta del 100%. La protesta coinvolge anche produttori di vino, distillati e bevande e i distributori, ugualmente danneggiati dalla chiusura delle attività.

Oltre a questo grande flashmob svoltosi ieri all’insegna dell’hashtag #risorgiamoitalia sono altre le iniziative promosse per reclamare il giusto sostegno al settore dell’ospitalità. Tra queste la raccolta firme per la petizione promossa da Bargiornale rivolta al Presidente Conte e promossa con l’hashtag #iotidovoce. La lettera aperta propone una serie di misure che possono essere intraprese per sostenere il settore e può essere interamente visionata a questo link, dove sono anche fornite le indicazioni per aderire: https://www.bargiornale.it/spirit/lettera-al-presidente-di-300-bar/

#iotidovoce

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