Gli USA vorrebbero aumentare la tassazione su Gin, vodka e birra

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La disputa fra UE e USA colpisce ancora una volta il mercato dei distillati, che rischia di vedere ulteriormente aumentate le accise per l’export

Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di aumentare ulteriormente la tassazione sui beni importati dai paesi dell’Unione Europea e dal Regno Unito: se così fosse le tariffe imposte su gin, vodka e birra potrebbero incrementare del 100%. Gli USA da tempo sono in disputa con la UE per le tariffe tra mercati, disputa aggravata da quando la UE ha favorito la compagnia aerea Airbus rispetto alla rivale americana Boeing e che già aveva portato a un aumento della tassazione sui beni importati negli USA. Infatti gli States avevano già imposto a ottobre 2019 una tassazione del 25% sulle bevande quali scotch whisky e vino al di sotto del 14% vol. importate da Francia, Germania Spagna e UK.

Una disputa che potrebbe causare gravi danni al settore dell’ospitalità sia in USA sia in Europa

La United States Trade Representative (USTR) aveva annunciato una iniziale revisione delle accise a Dicembre 2019 e ha rilasciato una ulteriore lista di beni che volevano includere nell’aumento, tra questi tutti i vini prodotti nei paesi UE per ogni categoria e i whisky, compreso l’Irish whiskey. La revisione attuale delle accise, oltre a includere questi beni, ha aumentato la selezione comprendendo anche gin e genever, vodka e birra, ma anche olive, cioccolato e caffè decaffeinato.

Il Presidente USA Donald Trump

La Commissione Europea ha protestato contro questa revisione delle accise, specificando che tali misure potrebbero portare a danni economici non solo ai paesi europei, ma anche agli Stati Uniti stessi. Un portavoce UE ha aggiunto che soprattutto adesso che le aziende devono fronteggiare i problemi economici causati dall’emergenza Covid19, colpire in questo modo i nuovi prodotti aumenterebbe questi problemi per via dell’aumento dei costi nelle catene di rifornimento di nuovi beni. Inoltre ciò potrebbe andare oltre a quanto autorizzato dal WTO.

Anche il Distilled Spirits Council of the United States (DISCUS) si è opposto fermamente all’aumento delle accise perché ciò aumenterebbe le tensioni fra UE e USA, mettendo ulteriormente in pericolo le aziende e i posti di lavoro nel settore dell’ospitalità già messi a dura prova dall’emergenza sanitaria. L’esempio portato da DISCUS riguarda la perdita del 33% dell’export americano del whisky quando la UE ha aumentato al 25% le accise in risposta all’aumento delle tariffe da parte degli USA su acciaio e alluminio: se dispute di questo tipo fra i paesi continueranno ad andare avanti in questo modo i danni saranno sempre più grandi, poiché in risposta a questo aumento la UE potrebbe aumentare le accise su rum, vodka e brandy importate dagli USA, soprattutto considerando che a primavera 2021 la UE ha già programmato di arrivare ad accise del 50% sul whisky americano.

UE e USA devono necessariamente entrambi mettere un freno a questa disputa o il mercato dei distillati potrebbe trovarsi di fronte a inutili problemi economici.

 

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