Holborn Dining Room, ilGin.it nel più grande Gin Bar di Londra

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Durante il viaggio a Londra la capo-redattrice de ilGin.it non poteva non andare a vedere il più grande Gin Bar della città, l’Holborn Dining Room

Durante il viaggio a Londra non potevo assolutamente esimermi dal vedere di persona il gin bar più grande della capitale inglese. L’Holborn Dining Room si trova poco distante da Covent Garden, all’interno del prestigioso e lussuoso Rosewood Hotel, al 252 High Holborn. L’ambiente buio e raffinato e gli arredamenti in legno creano un’atmosfera intima e romantica che incita alla conversazione a bassa voce e alla degustazione lenta.

L’Holborn Dining Room è il più grande Gin Bar di Londra

Degustazione di Batshit Mental Ideas a Holborn Dining Room

Degustazione di Batshit Mental Ideas a Holborn Dining Room

L’appariscente palazzo in stile edoardiano (revival del neobarocco in voga nell’Impero Britannico all’inizio del ‘900) fu progettato da H. Percy Monckton nel 1912 e l’Holborn Dining Room riflette ancora un certo gusto dell’epoca, con i suoi dettagli in mogano e in marmo. Durante il processo di ammodernamento si è cercato di recuperare i dettagli storici e il bancone del gin bar, con le sue luci al neon, è probabilmente la parte dall’aspetto più moderno dell’Holborn Dining Room, che fu progettata da Martin Brudnizki (così come il whisky bar dirimpetto). Brudnizki scelse mobilio in quercia, specchi antichi e tessuti opulenti per arredare il luogo in modo che riflettesse la storia e la ricchezza del posto. Persino i bagni riflettono la stessa opulenza.

Ma a essere sincera ho smesso di ammirare la location non appena mi sono caduti gli occhi sul bancone del gin bar. File e file di bottiglie, dai gin più noti a quelli decisamente sconosciuti, provenienti da tutto il mondo. Un parco giochi, per me. Oltre 400 gin e quasi 30 toniche, si potrebbe venire qui ogni giorno dell’anno provando ogni volta una cosa diversa e comunque non si riuscirebbe a provarli tutti!

Il menù è diviso fra gin:

  • “Flavoured”, fra i quali Bloomsbury London Dry e diversi Sloe gin,
  • “Vintage”, con bottiglie che vanno dagli anni ‘50 agli ‘80,
  • “Rest of the World”, dove troviamo Broken Hearth Gin, Colombo, Ungava, Seagrams Extra Dry, Four Pillars rare dry gin e altri,
  • “USA” con Leopolds, No. 209, St. George, Few, Deaths Door eccetera
  • “Europe”, che figura Wannborga O Gin, Xellent Edelweiss Gin, Xoriguer, Zuidam Dutch Courage, Origin e fra gli italiani Marconi 46,
  • “Scotland/Wales/Ireland””, con NB Gin, Tanqueray, Pink 47, Pickering, Bulldog, Daffys, Eden Mill e chi più ne ha più ne metta,
  • “England”, la parte più vasta (almeno 5 pagine di menù).

Sul menù dell’Holborn Dining Room figurano più di 400 gin

Napue Gin degustato presso Holborn Dining Room

“Gin Lane” – William Hogarth (1750-1751)

Seguono poi i cocktail a base di gin e l’ampia scelta di Gin Tonic (con prezzi che vanno dai 13 ai 16£). Noi abbiamo provato quello con Jinzu gin, davvero raffinato, quello con Pink Pepper, meravigliosamente profumato, e quello con Ophir Gin, davvero unico, speziato, anche nel menù è segnalato che NON si tratta di un Gin Tonic normale.

Nel frattempo ho approfittato della vasta bottigliera per provare (a lume di candela) alcuni gin che non avevo mai provato prima, come Givinity, e alcuni dei gin fuori menù. Fra questi Napue, un gin finlandese artigianale a base di segale, e il primo batch di un artigianalissimo bathtub gin inglese invecchiato in botti di sherry chiamato Batshit Mental Ideas. Inutile dire che mi sono pazzamente innamorata di questo gin, con l’etichetta tutta scritta a mano, piena di pipistrelli svolazzanti e le scritte che sottolineano il fatto che viene prodotto da un pazzo scatenato! La stessa azienda produce diverse varianti invecchiate in modi differenti (una per esempio è invecchiata 3 mesi in un barile che conteneva Negroni cocktail) e sono tutte edizioni limitatissime.

Alla fine della degustazione non me ne sarei più andata via, ma rischiavo che chiudesse l’Underground e perdessi l’ultimo treno, però prima o poi qui ci torno! Enjoy, giners, and God Save the Gin!

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