Se pensate che il mercato del gin sia saturo leggete questo articolo

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Cifre da record, colossi del beverage che continuano a investire nel gin, nuovi paesi dove il trend sta iniziando ora a prendere piede… non è la fine!

La moda del gin va avanti da alcuni anni e i prodotti creati in questo frangente di tempo sono migliaia e migliaia e continuano a nascerne altri nuovi. Per questo motivo alcuni tra i consumatori e gli addetti al settore ipotizzano che si sia ormai raggiunto l’apice e che da adesso comincerà una linea decrescente che porterà all’assestamento del mercato, decretando chi sopravviverà e chi no in tutto questo fervore produttivo. Non possiamo far altro che affermare che i dati non confermano affitto questa ipotesi e che un colosso come Diageo ha dichiarato che siamo ancora lontani dal cosiddetto “peak gin”, cioè il raggiungimento della massima capienza dei mercati nel settore del gin.

Peak Gin or not peak gin, this is the question

Ivan Menezes, CEO di Diageo, durante una conferenza stampa tenutasi il 25 luglio, ha infatti dichiarato che le opportunità di guadagno sono ancora molto alte a livello internazionale, poiché ci sono ancora tanti paesi in cui la grande moda del gin sta arrivando adesso riscontrando trend positivi. Tra i paesi in cui Diageo sta investendo per far crescere ulteriormente le vendite del proprio portfolio troviamo Sud Africa, Messico e Brasile, ma anche gli Stati Uniti hanno ancora ampio spazio nel mercato.

Vediamo qualche numero a supporto di questa dichiarazione: nei primi sei mesi del 2019 le vendite dei brand di gin di proprietà di Diageo sono cresciute del 22% rispetto all’anno precedente. Gordon’s e Tanqueray, da anni in testa alle classifiche dei brand più venduti al mondo, hanno visto entrambi crescite a doppia cifra. A ciò si aggiunge la vendita dei pre-mixed (G&T e altri drink in lattina o in bottiglietta pronti da bere), le quali solo in UK sono aumentate del 4%, ma il pre-mixed di Gordon’s Gin ha aumentato le vendite del 17%.

Parlando dei dati generici nel Regno Unito, WSTA ha rilevato che l’estate 2018 ha visto vendite da record di gin, con circa 28 milioni di bottiglie vendute. Solo negli ultimi tre mesi del 2018 le vendite di gin sono cresciute del 53% di volume e del 59% di valore rispetto al 2017 (anno in cui erano già cresciute notevolmente), un vero record. HM Revenue and Customs ha rilevato che l’esportazione di gin dall’UK è cresciuta del 15% nel 2018 raggiungendo i 612 milioni di Sterline di valore.

Secondo Menezes la crescita nel Regno Unito non potrà continuare con le stesse cifre, ma può verificarsi in tutti gli altri mercati internazionali. Il trend del gin infatti sta ancora continuando ad espandersi nel resto del mondo e c’è ancora una lunghissima strada da percorrere. Diageo ha lavorato molto per migliorare nell’attirare nuovi consumatori e per fare ricerche di mercato per andare incontro alla loro domanda ed è questo che bisogna fare per poter continuare a crescere nel mondo.

Fonte: The Drink Business

Anche gli appassionati di gin tendono a concordare con il fatto che il “gin peak” non sia un problema. Gin Foundry ha infatti da poco rilasciato i risultati del questionario che ogni anno pone ai suoi lettori per redarre la “Ginphographic” e il 39% pensa che, anche se avessimo raggiunto l’apice, questa abbondanza è proprio ciò che rende meraviglioso il mondo del gin, il 31% pensa che non esista affatto una “gin peak” e il 19% che siamo ancora lontani. Altri dati interessanti è che il 52% è disposto a spendere tra le 30 e le 40£ per una bottiglia di gin e il 39% tra 20 e 30£, mentre solo il 4% spende meno. Il Gin Tonic continua a essere il cocktail a base di gin favorito del 59% dei partecipanti al questionario, seguito dal Negroni con il 14% e da Martini e Bramble a parimerito con l’8%. Il London Dry continua a essere la tipologia preferita, ma i votanti del gin classico calano al 33%, mentre aumentano gli amanti dei gin con infusioni di frutta raggiungendo il 18%, seguiti da quella che preferiscono i Navy Strength al 16%. Aumentano notevolmente anche gli amanti dei gin invecchiati con il 12% delle preferenze e quelli dell’Old Tom con l’11%.

Fonte: GinFoundry

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