Visioni dal futuro: l’alambicco stampato in 3D

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La stampante 3D è un’invenzione che sta lentamente cominciando a rivoluzionare i processi di produzione degli oggetti ed è incredibile la quantità di cose che è possibile realizzare con l’utilizzo di questa invenzione. Olaf Diegel, ingegnere del design e professore dell’Università di Lund, ha creato qualcosa che a noi amanti dei distillati interessa da vicino: un alambicco di piccole dimensioni fatto interamente utilizzando una stampante 3D. L’oggetto è stato realizzato come regalo per un amico e come dimostrazione durante un incontro con Lasertech, un’azienda svedese di lavorazione dei metalli.

“La tecnologia è ancora molto costosa, ma è possibile creare componenti complesse che lavorano in modo più efficiente”

L’alambicco è in alluminio, realizzato attraverso un processo denominato “selective laser melting”, che consiste nell’utilizzo di un raggio laser per tracciare il design voluto sulla polvere di alluminio, sciogliendo la polvere e formando così gli strati che man mano andranno a costituire l’oggetto. Il processo permette anche di azzerare gli sprechi perché la polvere di alluminio inutilizzata viene riutilizzata per lo strato successivo fino a formare l’alambicco.

Disegno di Olaf Diegel del suo alambicco

Il corpo dell’alambicco così come è stato progettato da Diegel è formato da un unico componente che include la caldaia dove vengono inseriti l’alcol e le botaniche, il serbatoio per l’acqua fredda e la spirale di condensazione, mentre il coperchio per la caldaia viene stampato separatamente. Il professore ritiene che, almeno in teoria, sia possibile realizzare lo stesso alambicco utilizzando il rame al posto dell’alambicco. L’oggetto misura solamente 117x58x66mm.

In una dichiarazione rilasciata a The Spirit Business Diegel ha spiegato: “Le candele che si vedono nell’immagine non producono calore sufficiente a far il liquido, quindi alla fine ho utilizzato un piccolo bruciatore preso da un set per la fonduta. Dal lato dell’acqua calda invece ho semplicemente messo dei cubetti di ghiaccio per raffreddare i vapori e ho raccolto il ghiaccio sciolto in un secondo contenitore sotto l’alambicco, mentre l’alcol gocciolava direttamente dentro alla caraffa di vetro. Non mi aspettavo che la mia invenzione potesse avere un impatto nel settore della distillazione, anche perché per ora questa tecnologia è molto costosa. Però, dal momento che con essa è possibile creare forme estremamente complesse impossibili da realizzare semplicemente lavorando dei tubi, per esempio, potrebbe essere possibile utilizzare la tecnologia per produrre colonne di condensazione più efficienti.” Vedremo in futuro come queste invenzioni cambieranno il modo di fare il gin e gli altri distillati, nel frattempo: God Save the Gin!

 

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