Recensioni

Broken Bones Gin: dalla Slovenia 5 gin da medaglia d’Oro

Vanessa Piromallo
April 12, 2021

Se volete provare qualcosa di nuovo e assolutamente eccezionale, i gin Broken Bones sono quello che stavate cercando

Abbiamo scoperto i gin Broken Bones alla fiera del gin Junipalooza di Londra e ce ne siamo subito innamorati. Li abbiamo presentati nella nostra Gin House al Roma Bar Show e siamo davvero contenti di averli finalmente in Italia, importati da Proposta Vini. Oggi ve li raccontiamo insieme a Polona, Sales&Marketing Director di Broken Bones Gin. Sarà lei a guidarci nel percorso dei due fondatori, Borut e Boštjan, che ha portato alla nascita dei loro whisky e dei loro gin.

Polona, Borut e Boštjan

Come mai avete deciso di produrre whisky e gin, prodotti non certo tipici della Slovenia?

Non solo tutti e tre siamo amanti del bere bene, ma abbiamo tutti esperienza nella produzione di alcolici, anche se venivamo da ambienti diversi: informatica, farmaci e filosofia.

In Slovenia i coltivatori hanno tradizionalmente il proprio alambicco per distillare la frutta in eccesso e Borut viene da una famiglia di questo tipo, distillando assieme al padre. Inoltre da giovane faceva anche l’assenzio e per un periodo ha lavorato come importatore. La mia famiglia possiede vigneti da oltre 200 anni e avevamo un piccolo alambicco: ricordo che la sera tardi mio papà distillava le prugne e per me questo rito aveva un qualcosa di mistico. L’unico che non proviene da una famiglia che tradizionalmente distillava è Boštjan, ma ha sempre amato l’ambiente del food & drink e produceva birra. Ha anche studiato nel Regno Unito l’arte del brewing.

Borut un giorno lo ha chiamato per proporgli di iniziare a fare whisky, perché in Slovenia non esistevano produttori di whisky. Oggi ce ne sono una decina, ma noi siamo gli unici che seguiamo il disciplinare scozzese. Borut conosce bene il whisky dal punto di vista degustativo e poi insieme hanno studiato la distillazione e hanno costruito con le proprie mani l’alambicco, da soli nello scantinato. Inizialmente si trattava solo di un hobby, fino a quando non è arrivato il gin.

Quella di provare a fare gin è stata una mia idea. Alla fiera del whisky a Londra avevo visto che moltissimi produttori facevano anche gin e ne ho assaggiati alcuni. Ho pensato che fosse interessante e ho proposto agli altri di fare gin alla nostra maniera. Abbiamo subito scoperto che non era possibile utilizzare l’alambicco del whisky per fare il gin, ma non ci siamo lasciati abbattere e abbiamo cominciato a collaborare con un’altra distilleria.

Ben presto abbiamo capito che avevamo per le mani qualcosa di importante. Non ci manca la conoscenza nella distillazione e non abbiamo mai guardato il mercato, ma abbiamo sempre fatto quello che ci piace. E piace anche agli altri! Così, quello che era solo un hobby, è diventato il nostro lavoro a tempo pieno.

Da cosa deriva il nome Broken Bones?

Il nome ci ricorda in modo simpatico che anche di fronte alle disgrazie si può trovare un lato positivo. Quando Borut e Boštjan stavano riempiendo le prime botti di whisky, gli sono cadute addosso ed entrambi si sono ritrovati in ospedale con le ossa rotte (“broken bones”), nello specifico uno si è rotto il naso e l’altro una gamba. Hanno dunque pensato di chiamare così la loro produzione.

Da quali idee siete partiti per la creazione dei vostri splendidi gin?

Come primo gin siamo partiti con il London Dry perché volevamo fare qualcosa che fosse grandioso nei Gin Tonic. Sulla stessa base abbiamo poi sviluppato il Navy Strength, con le medesime botaniche in proporzioni differenti in modo da esaltarne alcune.

Il terzo arrivato è il Broken Bones Ljubljana Dragon Gin e l’idea è quella di sottolineare il fatto che si tratta di un gin sloveno. Noi infatti vendiamo molte bottiglie nel food market di Lubiana e tanti clienti non capivano che fossero prodotti locali per via del nome in inglese e delle due tipologie di gin, London Dry e Navy Strength. Abbiamo quindi deciso di creare questo gin, scegliendo il drago che è il simbolo della città. Per il design abbiamo preso spunto dal famoso Ponte dei Draghi, mentre la ricetta volevamo che fosse “focosa” e quindi abbiamo scelto di utilizzare lo zenzero distillato. Il gin è risultato abbastanza piccante, ma era troppo buono, quindi l’abbiamo lanciato a Dicembre 2019 e siamo davvero contenti perché anche ai bartender è piaciuto e viene molto usato nei cocktail.

Poi è arrivato lo Sloe Gin in quanto sin dall’inizio la nostra idea era quella di avere distillati adatti a preparare drink a casa e quindi abbiamo fatto i due classici e poi abbiamo pensato allo Sloe Gin. Non eravamo certi di come il mercato avrebbe accolto questo prodotto perché qui è un liquore sconosciuto, quindi abbiamo pensato di fare solo un’edizione limitata per poi decidere se continuare a produrlo e… beh, l’abbiamo lanciato l’anno scorso e, nonostante la pandemia, il lotto è finito in un mese e mezzo! Nemmeno noi ce lo aspettavamo ma adesso lo Sloe Gin è per sempre parte integrante della linea Broken Bones.

Lo Sloe Gin è prodotto lasciando le bacche di prugnolo in infusione nel nostro London Dry Gin per circa sei mesi. Lo abbiamo lasciato abbastanza amaro perché abbiamo aggiunto pochissimo zucchero in quanto non ci piace aggiungere zucchero. Abbiamo inoltre imbottigliato a una gradazione del 33%, un po’ più alta rispetto agli altri Sloe Gin, in quanto così abbiamo raggiunto il giusto equilibrio che permettesse agli aromi di prugna, marzapane e mandorle di emergere bene senza quella che sarebbe stata per noi un’eccessiva dolcezza.

Infine, l’ultimo arrivato, l’Old Tom. Avrebbe dovuto essere il terzo, ma trovare la ricetta perfetta è stato più difficile di quel che pensassimo. Whisky e gin non fanno parte della nostra tradizione, quindi per noi era importante renderli sloveni: abbiamo invecchiato i whisky in barili sloveni, mentre per i gin abbiamo scelto tre botaniche locali, cioè ginepro, fiori di tiglio e rosa canina. Unendo queste botaniche ad altre tradizionali del gin sono nati il London Dry e il Navy Strength e, per l’Old Tom, volevamo mantenere la stessa base. Il problema è stato che, aggiungendo semplicemente zucchero al London Dry, il risultato è tremendo, dolce ma senza sapore.

Dal momento che utilizziamo i fiori di tiglio, abbiamo pensato di sostituire lo zucchero con un altro prodotto locale, il miele di tiglio, però ha la particolarità di essere molto piccante, speziato. Abbiamo impiegato più di un anno e mezzo per trovare il perfetto bilanciamento tra il miele il limone distillato: in questo modo emerge bene l’intenso aroma dei fiori di tiglio e la dolcezza tipica dei gin Old Tom. Siamo contenti del risultato perché da quando l’abbiamo lanciato è il nostro secondo prodotto più venduto e abbiamo vinto come World Best Old Tom Gin ai World Gin Awards.

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Sono molti i premi che i vostri gin si sono aggiudicati!

Sì. Abbiamo partecipato a diverse competizioni perché non eravamo certi che i prodotti che piacciono a noi potessero essere apprezzati anche da esperti internazionali e invece sono stati valorizzati moltissimo e siamo davvero contenti.

Il London Dry è quello che per ora ha vinto più medaglie, seguito dal Navy Strength. Siamo rimasti colpiti dal fatto che attorno al Navy è nato una specie di fan club: c’è chi lo trova troppo forte e chi invece lo ama e chi lo ama è diventato un cliente fedele al prodotto. Molti ci hanno detto che lo bevono anche liscio, come si fa con il whisky!

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I gin sono ottimi dal punto di vista organolettico, ma hanno anche un packaging bellissimo!

Siamo felici che piaccia! Noi non ci occupiamo di design e ci siamo rivolti all’agenzia 99 Designs che ci ha fatto il logo. Per il packaging abbiamo semplicemente detto che volevamo essere diversi dagli altri. Ci hanno presentato molte proposte con disegni delle botaniche, ma non ci hanno colpito particolarmente, poi ci hanno proposto lo scheletro del gufo con le botaniche principali attorno. Immediatamente ci siamo chiesti: cos’è, da dove viene? E abbiamo capito che era davvero qualcosa di differente. La decisione definitiva l’abbiamo presa quando la designer ci ha mostrato la bellissima idea che ha avuto per la scatola: con una vedi solo metà immagine, ma accostandone due ottieni il teschio completo.

Il Navy poi ha lo scheletro con le botaniche e l’ancora per richiamare le caratteristiche del gin. Qualcuno potrebbe pensare che teschi e ossa abbiano un aspetto minaccioso, ma a noi questo design piace perché questi teschi sono carini, eleganti, non paurosi.

Ogni gin mantiene così questo stile. Broken Bones Ljubljana Dragon Gin raffigura lo scheletro del drago e lo zenzero; l’Old Tom presenta la lince – che richiama il gatto tipico degli Old Tom – con il miele e le api; lo Sloe Gin presenta un animale nativo della Slovenia, con le prugnole e altre botaniche.

Ci piace molto questo stile e ci siamo trovati bene con questa agenzia. Con 99 Design abbiamo fatto anche il packaging dei whisky e stiamo sviluppando un nuovo prodotto che riprende ancora una volta il motivo degli animali.

Quali sono i vostri drink preferiti con Broken Bones Gin?

Come prima risposta direi proprio il Gin Tonic! Borut è amante del whisky ed è quello il suo drink preferito. Io e Boštjan invece ci facciamo volentieri drink a base gin, ma abbiamo gusti molto diversi. Lui preferisce cocktail “seri” come il Negroni o il Gin Sour con il Navy Strength. Io ultimamente amo il Gin Gin Mule con il Ljubljana Dragon Gin, ma è difficile scegliere; per esempio d’inverno ho bevuto maggiormente lo Sloe Gin liscio o il Gin Tonic il Broken Bones Old Tom Gin.

Guarda le schede nell’Enciclopedia del Gin  Acquista Broken Bones

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