Recensioni

Gin dei sospiri, l’essenza di una Venezia non convenzionale

Elisabetta Lugli
August 13, 2021

Dall'Isola di Sant'Erasmo, l'Orto di Venezia, arrivano le botaniche principali di Gin dei Sospiri, il gin veneziano con la sapidità della salicornia.

Un nome evocativo per un gin dall’animo profondamente veneziano: è Gin dei Sospiri, nato dalla passione di Marco Vian e prodotto con le botaniche che crescono sull’isola di Sant’Erasmo, anche conosciuta come l’orto di Venezia. Un luogo magico completamente immerso nella barena, che è l’ecosistema della laguna, dove cresce, tra le altre, una delizia poco conosciuta: la salicornia. Che è poi la botanica principale del Gin dei Sospiri. Abbiamo parlato con Marco Vian per farci spiegare tutti i dettagli di questo gin così speciale.

“La salicornia dà quella sapidità che cercavo anche nei cocktail”

Marco, partiamo dalle basi: ci spieghi che cos’è la salicornia?

La salicornia, o asparago di mare, è una specie protetta di pianta spontanea tipica della laguna, la cui raccolta è regolamentata. Questa pianta cresce immergendo le proprie radici dentro l’acqua lagunare assorbendone così la salinità. Viene poi raccolta a mano con lo scopo di mantenere intatte le sue fragranze marine. Nel gin dona una sapidità che cercavo nei miei cocktail già quando facevo il bartender: volevo un distillato con questa caratteristica.

Gin dei Sospiri contiene solo la salicornia tra le botaniche tipiche della zona veneziana?

No, ce ne sono altre. Per creare Gin dei Sospiri ho cercato botaniche della mia terra, che dessero una mano a spingere il ginepro: per me non è accettabile un gin dove l’aroma del ginepro scompare. Gin dei Sospiri è prodotto con botaniche spontanee, raccolte a mano. L’isola di Sant’Erasmo con la sua terra fertile e argillosa favorisce abbondanti raccolte di erbe aromatiche, frutta e verdura. Tra queste c’è anche la castraura, che è un carciofo violetto che cresce solo su Sant’Erasmo. Un carciofo pregiato e costoso, speciale per la sua dolcezza, che fa parte delle botaniche che ho utilizzato.

Che tipo di gin è Gin dei Sospiri? Quali sono le botaniche?

È un distilled, e le botaniche sono tutte dichiarate, e, come dicevo, sono state scelte per far risaltare l’aroma di ginepro. Oltre alla salicornia e alla castraura, ci sono il timo limonato, il basilico e il cardo mariano.

Prova Gin dei Sospiri

Da dove arriva il nome Gin dei Sospiri?

Per il nome, così come per il logo, mi sono ispirato al celebre Ponte dei Sospiri di Venezia, che unisce Palazzo Ducale al Palazzo delle Prigioni. Sul ponte, un tempo, i carcerati facevano l’ultimo sospiro prima di raggiungere le prigioni, puoi immaginarteli: vedevano per l’ultima volta la meraviglia della città, perché difficilmente si usciva dalle prigioni. Tra peste, annegamento in caso di acqua alta e altri accidenti in rarissimi casi si riusciva a uscirne vivi. Uno dei pochi che ce l’ha fatta è stato Casanova! Ispirandomi a quei sospiri antichi, ho pensato che anche dopo un bel sorso di gin si fa un bel sospiro. C’è sempre un motivo per fare un bel sospiro! Il ponte, poi, evoca anche il passaggio tra la sobrietà e la leggerezza che un buon bicchiere di gin riesce a regalare.

L’etichetta, invece, cosa rappresenta?

Rappresenta l’isola di Sant’Erasmo. C’è una particolarità a cui tengo tantissimo: l’etichetta è fatta di cotone riciclato e l’inchiostro è prodotto con le botaniche dell’orto di Sant’Erasmo. Inoltre in tutta la filiera abbiamo eliminato l’utilizzo della plastica. Le nostre fondamenta sono costruite con la sostenibilità.

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Come consigli di gustare Gin dei Sospiri?

Gin dei Sospiri nasce per essere miscelato: va arrotondata la sua sapidità, si presta molto bene per la miscelazione. Questo non vuol dire però che non si possa gustare con soddisfazione anche liscio a fine pasto. Se si vuole fare un gin tonic, è bene utilizzare una tonica a basso contenuto di zucchero, erbacea, non va bene invece una tonica agrumata.

Ci sono nuovi prodotti in cantiere?

Sì, l’idea è quella di ampliare la gamma, aggiungendo altri alcolici e non solo: in cantiere c’è anche una tonica.

 

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