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My Gin: il nuovo London Dry italiano che nasce da un sogno

Vanessa Piromallo
December 3, 2020

Quando un sogno è troppo grande e ha a che fare con il gin nemmeno la pandemia può fermarlo! Ecco a voi My Gin!

E’ dura lanciare un gin proprio durante la pandemia mondiale, ma questo 2020 non poteva fermare il sogno di Stefano Morello, bartender lombardo che desidera vedere il suo My Gin nei bar di tutta Italia. Lo abbiamo intervistato per raccontarvi assieme a lui tutte le particolarità del nuovissimo London Dry artigianale My Gin.

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Ciao Stefano, qual è la tua storia e come nasce la tua voglia di produrre un tuo gin?

Ciao, mi chiamo Stefano Morello, ho 32 anni e la storia del mio gin nasce dal fatto che ho un bar a conduzione famigliare a Legnano, in provincia di Milano. Il locale è aperto dal 1994, si può considerare abbastanza storico. Per questo motivo sono legato ai distillati da miscelazione e la mia passione per il gin è nata ben prima che diventasse una moda diffusa come è ora. Una notte ho sognato di avere un gin tutto mio che veniva servito nei locali, anche nel mio, e con il quale facevo cocktail a eventi e feste.

Ho deciso che dovevo far diventare realtà questo sogno e così ho cominciato a cercare una distilleria artigianale che potesse produrre gin in piccoli lotti. Nel giro di un paio di mesi ho trovato quello che cercavo quando ho incontrato Eugenio Belli, master distiller e proprietario di Eugin Distilleria Indipendente. Dopo tre o quattro mesi di test è finalmente nato My Gin, il 1° di Giugno di quest’anno così particolare.

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Come avete sviluppato la ricetta di My Gin?

I test li abbiamo effettuati nel periodo del primo lockdown e l’unica fortuna di questa situazione è stata che Eugenio era fermo con la produzione e quindi si è potuto dedicare appieno a My Gin e abbiamo potuto procedere velocemente.

Avevo già un’idea del tipo di gin che avrei voluto sviluppare: volevo un gin che fosse morbido e leggermente fruttato, che potesse incontrare il gusto di tutti, uomini e donne. Il lampone è il mio frutto preferito e volevo che fosse presente.

Assieme a Eugenio, per dare costanza al prodotto, abbiamo scelto di utilizzare le foglie del lampone e sono queste a costituire la particolarità di My Gin. Il carcadè accentua la sensazione di frutti rossi e la cosa interessante è che le note fruttate del gin non sono quindi date da frutta, non presente nella ricetta. Non ci sono nemmeno agrumi, infatti le note del limone sono date dalla melissa, che dà anche una parte erbacea. Una tenue speziatura è data dallo zenzero, ma è presente in modo molto leggero. Le altre sono le botaniche classiche del gin: coriandolo, radice di Iris e ovviamente ginepro, il quale è ben presente, ma non persistente.

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Come è prodotto My Gin?

My Gin è un London Dry. Eugenio lavora con questo metodo ed è quello che padroneggia con il suo alambicco. Del resto anche io non volevo un compound gin e preferivo che fosse un London Dry. Non è però tradizionale, non è il classico gin “seccone” e lineare, infatti le otto botaniche si percepiscono tutte, chi più e chi meno. Noi diciamo che è un “gin ruffiano”, scende bene e ne puoi bere due o tre e sai ancora chi sei. E con i suoi 43 gradi si presta molto bene alla miscelazione.

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L’etichetta di My Gin è molto simpatica…

Sull’etichetta ho voluto mettere una rappresentazione di Poldo, il mio bassotto, come personaggio, a sua insaputa. Sto facendo anche video in cui compare lui con il gin. Ho scelto colori molto accesi, che si notino rispetto agli altri colori che si possono trovare in una bottigliera. L’etichetta doveva notarsi all’occhio perché anche l’occhio vuole la sua parte: poi c’è la parte olfattiva e infine quella gustativa, ma l’occhio viene prima di tutto. Sulla M di My Gin c’è una stampa a caldo e stiamo arricchendo ulteriormente la grafica con altri particolari, ma ci vorrà ancora tempo prima dell’arrivo della nuova etichetta.

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Quali sono i tuoi cocktail preferiti e come ti piace bere My Gin?

Il mio drink preferito è il Gin Tonic, ma per l’aperitivo mi piace anche l’Americano. Con My Gin abbiamo fatto alcuni eventi durante l’estate con tre cocktail e sono i miei preferiti. Il Gin Tonic, il MyTini, cioè il Martini cocktail con My Gin, e infine il Love Mule, con My Gin, Ginger Beer e purea di lamponi che dà il colore rosato al drink e per questo lo abbiamo chiamato Love Mule. Quest’ultimo ha avuto un grandissimo successo durante gli eventi e anche per me è una bella variante per l’estate, mi piace molto.

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Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Mi occupo da solo del locale e di tutto ciò che riguarda My Gin, quindi non è facile gestire tante cose, però il mio secondo sogno è trovare My Gin in tutte le regioni della mia Italia e quindi trovare fornitori che lo propongano ai locali. Inoltre avevo in programma diversi eventi, ma ovviamente adesso è tutto in sospeso. L’unico che vorrò certamente fare, sperando che sia possibile, è il festeggiamento del primo compleanno di My Gin l’1 Giugno 2021 nello stesso locale a Gallarate dove ho fatto la presentazione. Vorrei poter fare un gran festone quindi incrociamo le dita! Comunque sono abbastanza soddisfatto per come sta andando nonostante tutto e per le collaborazioni che si stanno creando. Sono già alla seconda o terza fornitura in alcuni locali in soli sei mesi e sono contento di conoscere questo mondo, di conoscere tante persone nuove. Sono fiducioso nel futuro!

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