Cocktail sugar free

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Miele, sciroppo d’agave, stevia e gli altri: come sostituire lo zucchero nei drink per diminuire le calorie

Ansia da prova costume? Avete eliminato lo zucchero anche dal caffè? Innanzitutto una buona notizia: il gin tonic fa – quasi – bene alla linea. Certo, l’alcol è uno zucchero e c’è poco da fare, ma grazie all’apporto della tonica, questo cocktail risulta poco alcolico, non ha zuccheri aggiunti e ha un pregio da non sottovalutare: il gin è fortemente diuretico.

Detto questo, di cocktail che contengano zucchero nella ricetta ce ne sono moltissimi, ma nessuno ci obbliga ad utilizzare il classico zucchero bianco raffinato, né quello di canna che si usa per esempio in drink come il Mojito. Quindi? Eccovi un elenco di sostituti naturali dello zucchero per attrezzare la vostra bottigliera in tempo per la prova costume.

Tutte le alternative allo zucchero nei cocktail

Zucchero di canna integrale

Probabilmente è il più diffuso tra i dolcificanti alternativi al classico zucchero di barbabietola da cui si ricava lo zucchero bianco comune. Lo zucchero di canna grezzo è di colore scuro, umido e sabbioso, ma i più diffusi sono più chiari e sotto forma di cristalli abbastanza grossi, e non sono tanto diversi dal normale zucchero bianco. Ha un sapore più aromatico, ma meno dolce e, rispetto agli altri dolcificanti in elenco conserva la texture granulosa, che in alcuni casi è richiesta dalla ricetta.

Agave

Per coerenza è particolarmente utilizzato nei drink a base di distillati di agave come la tequila e il mezcal, tuttavia niente ci impedisce di utilizzarla in altri miscelati. Ci sono due tipologie di dolcificanti a base di agave, il nettare d’agave ambrato, detto anche miele d’agave, ovvero uno sciroppo bruno simile allo sciroppo d’acero, oppure quello in versione chiara, che non modifica il colore del vostro drink.

Sciroppo d’acero

Non solo sui pancake, ma anche nei cocktail, in sostituzione dello zucchero. Ha una consistenza che si scioglie facilmente in miscelazione, ma attenzione al gusto che è molto riconoscibile e potrebbe sovrastare sbilanciando l’equilibrio, senza contare che il colore è irrimediabilmente brunastro e quindi potrebbe farsi riconoscere.

Miele

Uno dei sostituti più classici dello zucchero è il miele, ma attenzione a due particolari. Uno è la qualità di miele che si sceglie, che può essere una risorsa o un rischio. Il miele più comune è il millefiori, ma spesso si vendono quelli monovarietali come quello di fiori d’arancio, dai sentori agrumati, o quello di castagno, che si adatta meglio per esempio alla dolcezza di un whiskey invecchiato. Quindi? Assaggiate il vostro miele e dosatelo bene per non coprire i sapori del vostro drink con la sua aromaticità. Poi c’è la questione della consistenza: il miele è più viscoso dello zucchero e a basse temperature non si scioglie. Ha bisogno di calore e per risolvere il problema è sufficiente fare uno sciroppo di miele aggiungendo acqua, scaldando il composto e facendolo amalgamare. Una volta raffreddato si potrà utilizzare allo stesso modo di uno sciroppo di glucosio.

Fruttosio

Chi utilizza dolcificanti lo conosce bene: è l’alternativa naturale del comune aspartame, ovvero il dolcificante chimico tanto diffuso nelle caffetterie. Si tratta di uno zucchero contenuto naturalmente nella frutta e nel miele e ha un potere dolcificante maggiore del 20% rispetto allo zucchero tradizionale, quindi attenzione ai dosaggi. La sua consistenza è simile a quella dello zucchero a velo, per questo è di facile miscelazione.

Stevia

Ricavata dalle foglie della omonima pianta sudamericana è quasi insapore, a parte un leggero retrogusto di liquirizia, ed è indicata perfino nelle diete dei diabetici. Ha un altissimo potere dolcificante, fino a 300 volte maggiore rispetto allo zucchero comune, quindi ancor più attenzione ai dosaggi, anche se la stevia venduta comunemente dolcifica poco più del doppio dello zucchero.

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