Le interviste impossibili di The Gin Lady: Jeanne Jerome, la mamma di Churchill

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Dicono che Jeanne Jerome, la mamma di Churchill, abbia inventato il Manhattan, forse una leggenda, ma comunque un donna importante nella società newyorkese

Qualche giorno fa leggevo un articolo sulla mamma di Donald Trump. Pare che la sua figura abbia permeato così tanto la psicologia dell’aspirante presidente degli Stati Uniti, da essere alla base della sua fortuna economica. Meno del suo rapporto con le donne, reso difficoltoso da un inarrivabile metro di paragone come “mammà”. Mi ha fatto tornare in mente la storia di un’altra mamma famosa, quella di Winston Churchill. Dicono che la signora Jeanette Jerome, sposata Churchill in prime nozze, fosse una delle donne più belle del suo tempo, amante perfino di re Edoardo VII. Di lei un ammiratore disse: “C’era più della pantera che della donna nel suo sguardo”. Ma il vero motivo per cui ci piace ricordarla è una leggenda che la riguarda personalmente: si dice che abbia inventato lei il cocktail Manhattan. Proviamo a chiederglielo, con una delle nostre solite sedute spiritiche.

“C’era più della pantera che della donna nel suo sguardo”

Jeanne Jerome

Jeanne Jerome, 1854

Lady Churchill, ci racconta la storia del Manhattan?

Era il 1874 e stavo organizzando la festa per l’elezione a governatore di Samuel Tilden, un così caro ragazzo… Beh, insomma, era stato eletto governatore dello stato di New York e chiesi al barman del Manhattan Club di preparare qualcosa di nuovo, che avesse come tema la città. Ed ecco che mi tirano fuori questa specie di Martini, servito nelle stesse coppe del mio drink preferito, ma con il whisky.

Piacque ai suoi ospiti?

Fu un successo. Non altrettanto il mandato del povero Tilden, che è durato sì e no un anno.

Suo figlio è stato più fortunato politicamente.

Certo, ma come si dice dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna.

Quindi è consapevole di esser stata il segreto del suo successo?

Diciamo che ho sempre fatto di tutto perché i miei uomini avessero fortuna. L’ho fatto con il mio primo marito e anche con il mio figlio più famoso. Non mi sono mai risparmiata per loro.

Hanno influito le sue – diciamo – conoscenze?

Sono cose private, anche se i pettegolezzi mi hanno sempre preceduta ad ogni porta che imboccavo. Dicono che abbia frequentato anche un re, ma chi lo sa? Le cose che accadono in camera da letto lì devono rimanere, specialmente se coinvolgono uomini famosi.

Di sicuro la sua bellezza è stata d’aiuto.

Beh, diciamo che me la cavavo… sarà che mi piacciono i drink lisci come il Martini, perché l’effervescenza ce l’ho sempre messa io!

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