Rosy Gimlet: il drink rosato dell’estate

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Una ricetta eccezionale e i consigli dell’esperta di vini per scegliere il rosato migliore da abbinare al vostro gin preferito (e assaggiarli a Bererosa se siete a Roma il 2 luglio)

L’estate è finalmente arrivata, con le sue temperature sopra i trenta gradi, ed è il momento di bere qualcosa di più rinfrescante. Puntuale da otto anni, a Roma sta anche per arrivare Bererosa, la grande festa dei vini rosati italiani organizzata dalla rivista Cucina&Vini nei giardini di Palazzo Brancaccio a Roma.

Vi chiederete qual è il link con il gin? Ve lo spieghiamo subito: gin e vino rosato stanno benissimo insieme! E con un goccio di succo di limone danno vita a un magnifico Rosy Gimlet. Quando qualche giorno fa abbiamo trovato la ricetta sul web non potevamo non pensare due cose: uno che fosse un drink perfetto per la bella stagione, fresco e giustamente colorato; due che Bererosa sarà l’occasione giusta per assaggiare una bella carrellata di vini rosé e scegliere quello giusto da abbinare al vostro gin preferito.

Rosè e gin, accoppiata vincente dell’estate

Intanto, abbiamo chiesto alla nostra amica Valentina Venturato di Cucina&Vini, giornalista, esperta di vini, nonché organizzatrice della manifestazione, di suggerirci qualche etichetta. Non solo da assaggiare perché si tratta di grandi vini, ma anche adatta a questo miscelato. Ci ha suggerito quattro tipologie di rosé, molto differenti l’uno dall’altro, anche perché vanno da Nord al Sud, alcuni fermi altri mossi e tutti da vitigni diversi.

Cominciamo dalle bollicine, con un Franciacorta Rosé Brut Docg  Ferghettina, uno spumante millesimato vinificato in rosa, che nasce dalla grandissima esperienza lombarda in fatto di bolle. È un Pinot Nero al 100%, con il suo rosa tenue brillante, sentori di crosta di pane, uvetta, bacche di bosco e fragoline e una nota di sottofondo che richiama la mandorla.

Passiamo all’Abruzzo, regione con una grandissima esperienza in fatto di vini rosati, grazie al Cerasuolo. Ed il suo Baldovino è proprio un Cerasuolo d’Abruzzo Doc, 100% uve Montepulciano e un colore rosato molto intenso, che si avvicina a quello delle ciliegie (d’altra parte le “cerase” sono le ciliegie al Sud). Le ciliegie tornano anche negli aromi, con un naso floreale e fruttato, caratterizzato anche da fragole e melagrana, mentre in bocca torna anche in questo vino la mandorla. La stessa cantina produce pure un vino mosso, l’Alba Rosa, in cui al Montepulciano è stato aggiunto il Cabernet Sauvignon.

Continuiamo sul versante Adriatico con la Puglia, un’altra regione che ha una bella tradizione di rosati. In questo caso è cantina Varvaglione la scelta di Valentina Venturato. Siamo in Salento e qui si lavora Negroamaro, nell’etichetta di punta chiamata “12 e mezzo”, che è anche la gradazione alcolica di questo vino complesso ed elegante, dal piacevole profumo di frutta e fiori bianchi, con un leggerissimo perlage.

Infine, attraversiamo lo Ionio per cambiare versante e andare nella terra del Cirò. Quello proposto dalla cantina Librandi è proprio un Cirò rosato Doc, ottenuto da uve Gaglioppo in purezza. È caratterizzato da un colore cerasuolo, con riflessi granato, e la ciliegia torna anche al naso, insieme ad agrumi come il pompelmo rosa e gradevoli note speziate. Un vino che al palato risulta fresco e morbido e che probabilmente più di tutti è perfetto per questo drink.

Rosy Gimlet

A proposito, ma la ricetta del Rosy Gimlet? Eccola di seguito.

Ingredienti:

  • 25ml gin
  • 75ml vino rosato
  • 25ml succo di lime

Metodo:

Unite tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio e mescolate. Passate attraverso il colino e versate in coppette già raffreddate. Un garnish di zest di lime e il gioco è fatto.

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Commenti


  1. 19 June 2019 @ 17:31 Giuseppe

    L’ho provato è servito ai miei clienti buonissimo fresco leggiadro fine al palato delicato . Lo consiglio

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