Gin Agricolo Evra da un punto di vista… insolito!

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Un Gin Agricolo Evra & Tonic può essere davvero magico e in una terra magica come il Piemonte tutto può succedere…

Nel mio bagno conobbi uno scarabeo, di quelli volanti e verdi metallizzati che sembrano dei gioielli. Questo oltre ad essere bello e prezioso sapeva anche parlare. La mia casa di Torino è semplice, piccolina e pulitissima, soffitti alti e pavimento accogliente che ti fa venire voglia di tornarci. Il bagno poi è veramente il fiore all’occhiello dell’immobile, è pieno di piante e ha le maioliche bianche lucenti sulle pareti e opache a terra, brilla sempre tutto. Sicuramente lo scarabeo fu attratto dall’immenso splendore del muro che riluceva come faceva il suo guscio verde. Atterrò è mi guardò.

E se agli scarabei piacesse il Gin Tonic?

“Ma lo sai che il museo egizio dopo un po’ stufa?” Mi disse all’improvviso. “Tutte quelle mummie, i sarcofagi, le sculture di altri scarabei, ritratti di miei vecchi antenati.”

Ero un po’ shockato, anche se Torino è una città magica, possono accadere queste cose.

“Sai, ho visto fuori dal museo in un bar delle persone che bevevano con allegria, così mi sono avvicinato e ho chiesto cosa fosse.”

“Cos’era?” Chiesi sbalordito.

“Pensa te”, disse lo scarabeo con un guizzo, “era un Gin Agricolo Evra & tonic.”

“E cosa c’è di curioso?” Dissi io, sembravamo conoscerci da una vita.

“Bè viene dalla tenuta dove vive lo zio.” Disse quasi seccato.

“Certo, lo zio… come dimenticare lo zio dello scarabeo verde parlante.”

“Dio che ricordi…” La malinconia aveva colto lo scarabeo che si era volto verso la finestra contemplando l’infinito.

Illustrazione di Flavio Orlando

Mi parlò molto dello zio e della tenuta dove viveva, di dove facevano il Gin Agricolo, tre tipi dal 2015, e soprattutto del Gin Agricolo Evra, il preferito della sua ragazza. “La mia ragazza ovviamente, non quella di mio zio. Zia è matta, lasciamola perdere.”

“Da quando in qua gli scarabei bevono gin tonic?” Chiesi con naturalezza. Ma non mi rispose e continuò a raccontare come se la mia fosse solo una provocazione di un idiota. Mi raccontò dello zio che seguiva sempre i raccolti delle botaniche del gin, quasi tutte coltivate lì in loco, essendo “un gin con botaniche piemontesi”, disse con orgoglio regionale. Ci mancava lo scarabeo esperto di gin.

Illustrazione di Flavio Orlando

Si soffermò soprattutto sul racconto di un pomeriggio di agosto in cui aveva sorvolato con la sua amata il campo con le coltivazioni e le aveva indicato (“che a lei piace quando faccio il saputello” disse) le botaniche del Gin Evra, il preferito di lei. Erano scesi in picchiata ronzando nell’aria umida tra gli enormi (per loro ovviamente) corpi viola degli ireos (“Vedi amore” le disse planando, “questi una volta seccati odorano di violetta”). Avevano respirato il violento (considerando l’ordine di grandezza del loro nasino) vento artico della menta. Avevano sorvolato giganteschi cespugli di ginepro illuminati dalla luce arancio del tramonto (“questi lo vedi da te che sono mia cara”). Avevano giocato tra gli steli di angelica divertendosi come quando si erano appena innamorati, e si erano poggiati sui grossi cesti pieni di lampone a contemplare la bellezza di quel mare rosso sotto di loro. “I frutti di bosco sono il cuore di questo gin” disse con intercedere romantico alla sua lei. Si ricordava che a quel punto si erano girati verso le colline ed erano rimasti estasiati da quella luce che solo un tramonto piemontese di quel periodo dell’anno poteva donare. La guardava innamorato, “c’è veramente tanta bellezza qui da noi.”

Poi mi raccontò di come il produttore, Cavallero, avesse come obiettivo quello di coltivare tutte le botaniche dei suoi gin per avere il Gin Agricolo con il 100% delle botaniche piemontesi. Per cui per la nota speziata e orientale del Gin Agricolo Evra, ottenuta con botaniche come coriandolo, vaniglia, cacao e cardamomo si appoggiava ad altri produttori, ovviamente super controllati. Questo glielo raccontò lo zio, che era in confidenza con quelli della tenuta.

“Alla mia ragazza però le ho detto che lo sapevo da me, così per fare bella figura.”

Lo scarabeo si era scaldato. Mi disse che doveva andare via, ad Asti, a Il Cicchetto, il locale di Cavallero, aveva appuntamento con la scarabea amorosa.

Ci salutammo, un po’ rammaricati per l’addio, gli chiesi di tornare presto. Lui tagliò corto dicendo che fosse molto impegnato ultimamente, mi dispiacque perché pensavo che sarebbe potuta nascere una bella amicizia.

A quel punto scesi e comprai in un’enoteca una bottiglia di Gin Agricolo Evra e della tonica e preparai il mio Gin Evra & tonic nel soggiorno della mia casetta torinese. Lo assaggiai liscio, era incredibile: fruttato e fresco, arrotondato dal cacao e da un sentore d’oriente.

Ripensai allo scarabeo, alla sua amata e a suo zio, il vecchio scarabeo della tenuta. Nonostante fosse stato maleducato a entrare dalla finestra, in fin dei conti mi aveva fatto molto piacere parlarci.

Pensai anche che Torino fosse veramente una città magica dove vivere e che, dopotutto, anche lo scarabeo in parte emanava quella magia, come in fin dei conti fa questo gin.

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Commenti


  1. 18 marzo 2018 @ 18:32 Franco

    Grazie per la bellissima storia…

    Franco Cavallero

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