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Roby Marton Gin: quando il destino è una vocazione

Vanessa Piromallo
June 13, 2019

Roby Marton Gin è fra i gin italiani più apprezzati e anche fra i primissimi prodotti nel nostro Paese a partire da questo moderno Rinascimento del gin. Il distillato porta il nome del suo creatore, ormai ben noto per la sua ottima gamma di compound gin e per la grande cura e precisione che ci mette nello sviluppo e nella produzione dei suoi distillati. Roby lavora in questo campo ormai da molti anni e questa sua esperienza nasce da un imprinting che ha radici profonde nella sua storia, una vera e propria vocazione per i distillati e, in particolare, per il gin.

“Io credo nel destino. Non è una strada già tracciata e inevitabile, ma una vocazione, da riconoscere e perseguire, sempre.” Roby Marton

Roby racconta che forse già da bambino aveva sviluppato una fascinazione per i profumi e i colori dei liquori. Ricorda che a circa tre anni rubò una bottiglia di brandy dalla dispensa, attirato proprio da questi aromi e colori vibranti. In quei tesori nascosti dietro le ante di legno scuro della dispensa era già racchiuso il suo futuro, la sua vocazione. Ma essi avevano risvegliato la sua curiosità e meraviglia di bambino anche per il profondo legame con la sua terra, il Veneto. Suggestioni rafforzate dalle storie del nonno ambientate durante il periodo della Guerra in quei boschi ricchi di bacche, arbusti e foglie, e dal vissuto del padre che per primo ha voluto sporcarsi le mani per raccogliere le radici da infondere nello spirito.

Roby Marton, con il suo gin, racconta proprio queste storie, che partono dalla vecchia distilleria in cui è cresciuto e che custodiva il suo sapere come un prezioso segreto. Il colore dorato e caldo del gin, il sapore morbido e pieno, le bacche rosse, la liquirizia e il cren sono le parole che usa per portare avanti la narrazione e raggiungere così chi vuole ascoltare.

I colori, i profumi e i sapori di Roby Marton Gin derivano dal particolare processo di produzione. La base del gin infatti è ottenuta distillando l’alcol neutro con le bacche di ginepro in alambicco discontinuo. Il 10% del volume totale è ottenuto tramite infusione a freddo delle undici botaniche, che sono buccia di agrumi, cannella, radice di liquirizia, semi di anice, bacche di ginepro, pepe rosa, radice di rafano, zenzero, chiodi di garofano, pimento, cardamomo. La mancanza di una ridistillazione fa sì che il colore che gli ingredienti hanno infuso nel gin e i loro sentori permangano nello spirito.

In questo modo Roby Marton Gin risulta complesso, ma ben strutturato. Gradevolmente secco con chiari sentori di ginepro uniti a note di liquirizia e zenzero e un finale delicatamente agrumato. Interessante notare come nel Gin Tonic emergano chiaramente anche le note del pimento, assieme a quelle di liquirizia e zenzero, con un risultato molto elegante e un gusto persistente. Grazie alla sua complessità, struttura e morbidezza, questo gin si degusta molto bene anche liscio con ghiaccio ed è così che Roby consiglia di provarlo.

Roby Marton Gin è il primo di una dinastia, infatti accanto a lui oggi troviamo anche:

  • Big Gino, compound biologico e non filtrato dal sapore intenso, degno fratello minore;
  • Tonka Gin, distillato vintage creato con infusione a freddo delle botaniche tra le quali, assieme al ginepro, prevalgono le note vanigliate della fava Tonka;
  • Momo e Ginger, i due gin monobotanical, il primo con semi di cardamomo e il secondo con radice di zenzero.

Nel portofolio di Roby Marton c’è anche l’edizione limitata White Label, riservata a pochi fortunati, e presto giungerà una novità, quindi state in ascolto!

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