Recensioni

Chateau Highball, il Gin Tonic che fa POP

Vanessa Piromallo
November 25, 2022

Uno dei migliori Gin Tonic pronti da servire che abbia mai provato, con in più l'eleganza della bottiglia di champagne per celebrare col botto: Chateau Highball Gin Tonic

Come ogni anno, sono andata a The Gin Day a Milano in cerca di novità e una mi ha colpita su tutti: in un momento dove il settore dei cocktail Ready to Drink o Ready to Serve si sta espandendo ed evolvendo sensibilmente in tutto il mondo, ho trovato un Gin Tonic che mi è piaciuto tantissimo sia per il gusto sia per l’originalità dell’idea. Chateau Highball infatti ha sviluppato una ricetta equilibrata, dai sapori non artificiali, e l’ha imbottigliata in bottiglie da Champagne, elevando il Gin Tonic a drink di preferenza per i momenti di condivisione e celebrazione, quelli che meritano un bel POP della bottiglia quando viene stappata e calici in alto. Oggi vi voglio dunque raccontare questo prodotto assieme ai suoi creatori.

Come nasce l’idea di Chateau Highball?

Da diversi anni avevamo in mente l’idea, un po’ giocosa, di creare un’alternativa a champagne e spumanti nei momenti di celebrazione: perché si dovrebbe usare solo lo champagne per fare POP?

Tra i drink gassati abbiamo immediatamente pensato al Gin Tonic, ma il metodo di produzione che abbiamo dovuto creare per realizzarlo è così complicato che abbiamo pensato di estenderlo anche ad altre categorie, cioè vodka, whisky e tequila & soda.

Quale è il processo di creazione di Chateau Highball Gin Tonic?

Il punto era ottenere un bilanciamento perfetto e ben studiato del contenuto della bottiglia, quindi avevamo bisogno di totale controllo del processo di creazione di ogni elemento, cioè abbiamo creato il Gin Tonic da zero sviluppando la tonica e modificando il gin perché vi fosse un connubio perfetto tra i due.

Nello sviluppo della tonica abbiamo trattato gli ingredienti come fossero botaniche del gin. Questi sono chinino, limone e stevia, la quale abbiamo voluto in modo da utilizzare molto meno zucchero rispetto agli altri Gin Tonic, preferendo il dolcificante naturale. Il bilanciamento del gin, prodotto con metodo London Dry, lo abbiamo studiato assieme a un laboratorio in Inghilterra, selezionando botaniche che si combinassero con i sentori della tonica. Gli ingredienti selezionati sono pochi e tutti naturali. Niente mal di testa il giorno successivo!

Lo studio della ricetta ha visto la collaborazione di diversi bartender con i quali abbiamo selezionato la combinazione preferita.

L’imbottigliamento champenoise è il tocco finale. Conservato correttamente, Chateau Highball Gin Tonic non ha data di scadenza e, proprio come lo champagne, con il tempo migliora!

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Come consigli di servire Chateau Highball Gin Tonic?

Innanzitutto va stappato con un bel POP! E’ perfetto come regalo e da aprire nei momenti di convivialità, durante eventi o celebrazioni o festeggiamenti. L’eleganza dell’apertura lo differenzia proprio dal preparare i Gin Tonic normalmente o dall’uso di quelli in lattina.

Bello freddo, può essere servito anche in calice senza ghiaccio, altrimenti in bicchiere con ghiaccio a piacimento e non serve altro.

Se lo si desidera, si può comunque aggiungere un garnish a piacimento: funziona bene con moltissime spezie diverse quindi consiglio di sperimentare secondo il proprio gusto.

Il motivo della facilità d’uso è che si tratta di un Gin Tonic bello secco, senza spiccate note distintive, un gin da purista, corposo e potente. Con i suoi 16 gradi alcolici equivale a un Gin Tonic doppio, senza avere la morsa dell’alcol grazie al suo bilanciamento e una volta servito col ghiaccio rimane bello forte e corposo come deve essere.

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Oltre all’uso personale come regalo o scelta per i festeggiamenti, in quali occasioni viene utilizzato?

Chateau Highball Gin Tonic è molto utilizzato durante gli eventi perché non è richiesto un training specifico per servirlo correttamente.

Viene servito anche in molti bar dove sono presenti bravi mixologist, così da velocizzare il servizio del Gin Tonic e poter dedicare più tempo ai cocktail su cui sono maggiormente specializzati.

Anche i ristoranti ne fanno largo uso. In paesi come l’Asia viene servito anche in accompagnamento al pasto, mentre in Italia, magari guarnito con erbe e spezie locali, permette ai locali di offrire esperienze diverse per l’aperitivo o il dopocena.

Poiché è semplice servirlo anche in piccoli bicchieri, c’è chi offre diversi abbinamenti, per esempio servendolo prima con limone o pompelmo, poi con salvia o rosmarino etc. creando un’esperienza legata alla territorialità.

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