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GinMilano Dry Gin, un tributo a Milano, un viaggio in giro per tutta Italia

Elisabetta Lugli
March 17, 2023

Un gin che parla di tutta l'Italia e rende omaggio a Milano, un gin fresco, razionale, attuale, minimal: scopriamo GinMilano Dry Gin

Antonio Battisti è un enologo originario di Latina ma trapiantato a Milano, che da sempre ha una grande passione per i distillati. Nel 2019 Antonio ha iniziato a lavorare sul progetto legato alla creazione di GinMilano Dry Gin, poi tutto si è fermato a causa della pandemia. In certi casi, però, non tutti i mali vengono per nuocere: il progetto originario di Antonio era diverso, nasceva più in sordina. Con il tempo e con la collaborazione di Giancarlo Gavioli che è un mastro distillatore, GinMilano Dry Gin è cresciuto, ha avuto un rebranding ed è uscito sul mercato tre mesi fa al massimo del suo splendore.

Abbiamo parlato con Antonio per conoscere i dettagli sulla nascita di questo distillato.

Antonio, raccontaci come è nato GinMilano Dry Gin.

Certo, è stato appunto un lavoro lungo bloccato poi dalla pandemia, ma finalmente GinMilano Dry Gin è uscito sul mercato. Il processo di preparazione è stato lungo: ho creato 5 diverse ricette e organizzato assaggi sia con esperti che con il pubblico, fino ad arrivare alla ricetta attuale. Essendo del settore, ho voluto sondare il terreno per arrivare ad offrire un prodotto davvero soddisfacente.

Che tipo di gin è GinMilano Dry Gin?

GinMilano è un Distilled, contiene 24 botaniche che spaziano dal nord al sud dell’Italia. La base è composta da alcol di grano duro a 96 gradi e mezzo. Le bacche di ginepro vengono messe in infusione non fermentate per sei mesi in alcool, poi il prodotto viene distillato in corrente di vapore e vengono inserite le botaniche. Non ci sono aromi aggiunti alla fine della lavorazione e il distillato pronto fa 40 gradi e si può definire di fascia tendente al premium. GinMilano Dry Gin è preparato con ingredienti di alta qualità, tutti biologici anche se non è presente il marchio apposito. GinMilano Dry Gin è un prodotto morbido, anche se si può allo stesso tempo definire secco non essendoci al suo interno presenza di zuccheri aggiunti.

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Da dove arriva il nome, GinMilano Dry Gin?

Io vivo a Milano, è la città che mi ha accolto. Volevo riconoscerle un tributo, scollegandomi però  dal discorso emozionale che va in voga ora, legato al prodotto del territorio. Per questo motivo le botaniche di GinMilano Dry Gin spaziano dal nord al sud del Paese, perché ho cercato il meglio di ogni zona: così tra le botaniche di GinMilano Dry Gin ci sono agrumi siciliani, che donano note fresche di arancio e mandarino, botaniche mediterranee, ci sono poi le radici tipiche della fascia alpina che danno la nota amaricante. 

Le botaniche sono tante, il mastro distillatore Giancarlo Gavioli è molto preparato e ha ritenuto necessario inserirle tutte nella ricetta per ottenere il risultato che cercavo.

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Parlaci della bottiglia, che è molto particolare.

La bottiglia si ispira al razionalismo: Milano è la città che esprime al meglio l’eleganza di questo movimento artistico. Anche il logo di GinMilano Dry Gin, così come tutta la sua comunicazione, riporta a quel periodo.

Come consigli di gustare GinMilano Dry Gin?

Come gin tonic, GinMilano Dry Gin rende perfettamente con una tonica neutra o volendo con una mediterranea che va a bilanciare la parte agrumata. Non c’è bisogno di aggiungere alcun garnish, se proprio si vuole consiglio un rametto di rosmarino.

Anche per preparare un cocktail Martini, GinMilano si presta benissimo. 

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Hai in progetto di uscire con altri prodotti?

Sì, il primo sarà un Vermouth declinato in tre versioni: bianco, rosso e rosato. Uscirò prima con il rosso, che avrà come base una parte di Lambrusco e l’altra di vino trentino.

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